Dossier Quotidiano

Truffa agli anziani: il finto Carabiniere colpisce a Senigallia, ma la fuga finisce a Cassino

giovedì 30 aprile 2026

Tempo di lettura: 2 minuti
Domenico Panetta
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Cassino  – Si fingevano servitori dello Stato per derubare i più deboli, ma la loro corsa verso casa è terminata davanti alla paletta degli agenti del Commissariato di Cassino. Una coppia di quarantenni, residenti nel casertano, è finita in manette ieri sera con l’accusa di truffa aggravata ai danni di due coniugi anziani.

Cassino Birra 2026

Tutto ha inizio nella mattinata di ieri a Senigallia. La tecnica utilizzata è ormai un triste “classico” del crimine: una telefonata da parte di un finto Carabiniere. L’interlocutore, con tono autoritario, informa l’anziana vittima che il marito è sospettato di una rapina in una gioielleria locale. Per scagionarlo, spiega il truffatore, è necessario confrontare l’oro custodito in casa con quello sottratto durante il colpo. Pochi minuti dopo, un complice si presenta alla porta per il ritiro; confusi e spaventati, gli anziani consegnano tutto ciò che hanno, circa 400 grammi di preziosi.

siamo in via XX settembre 3- Cassino

La segnalazione dell’auto sospetta, in fuga verso sud, è rimbalzata tra le centrali operative fino a Cassino. Qui, durante un ordinario controllo sulla Strada Provinciale 479, gli agenti hanno intercettato il veicolo mentre si dirigeva verso il casello autostradale. L’atteggiamento nervoso dei due e i loro numerosi precedenti specifici hanno spinto i poliziotti ad approfondire la perquisizione.

L’ispezione ha permesso di recuperare l’intero tesoro: addosso alla donna, occultati in un fazzoletto, sono stati ritrovati i monili della vittima per un valore stimato di circa 40.000 euro. La successiva perquisizione del veicolo ha portato alla luce anche 6.000 euro in contanti, banconote di vario taglio probabilmente frutto di altre attività illecite.

Per la coppia si sono aperte le porte del carcere: l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Cassino, mentre la donna è stata trasferita a Rebibbia, entrambi a disposizione della Procura della Repubblica locale. I valori rinvenuti saranno finalmente restituiti ai legittimi proprietari, chiudendo una giornata drammatica per i due anziani. Resta alta l’attenzione delle forze dell’ordine per contrastare un fenomeno che colpisce non solo il patrimonio, ma anche la dignità dei cittadini più fragili.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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