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Stop agli ultraprocessati se cerchi di concepire

mercoledì 25 marzo 2026

Il consumo di grandi quantità di cibi ultraprocessati nei mesi prima del concepimento è associato a una minore fertilità negli aspiranti padri, e a un moderato, ma presente, rallentamento della crescita dell'embrione - oltre che a una dimensione ridotta del sacco vitellino, una struttura che supporta e nutre l'embrione prima che la placenta si sia completamente formata. Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista Human Reproduction, che ancora una volta ricorda che non sono solo le future madri a dover modificare il proprio stile di vita in vista di una gravidanza.. Gli ultraprocessati fanno male anche all'embrione?. Già altri studi, in passato, avevano proposto un legame tra il consumo di cibi ultraprocessati e una ridotta fertilità. Mai nessuno però, prima d'ora, si era premurato di analizzare l'effetto combinato del consumo di ultraprocessati in entrambi i membri della coppia, e l'associazione tra questo tipo di dieta molto "industriale" e lo sviluppo dell'embrione. . Eppure, il consumo di ultraprocessati, ricchi di conservanti e altri additivi, zuccheri, sali aggiunti e grassi saturi; formulati per essere iper-piacevoli al palato e per essere masticati senza fatica, poveri di fibre e non bisognosi di preparazione, sono sempre più diffusi: in alcuni Paesi industrializzati arrivano a costituire anche il 50% del totale dei cibi consumati.. La dieta prima del concepimento. Un gruppo di scienziati dell'Erasmus University Medical Center di Rotterdam, Paesi Bassi, ha seguito 831 donne e 651 uomini, per la maggior parte coppie che avevano tentato di concepire tra il 2017 e il 2021. I partecipanti erano stati coinvolti in uno studio di popolazione chiamato Generation R Study Next Program, che analizza la salute e gli stili di vita dei genitori a partire dalla fase preconcezionale. Gli autori dello studio hanno valutato la dieta dei partecipanti nel primo trimestre di gravidanza, attorno alla 12esima settimana, e hanno cercato di capire quanta parte dell'alimentazione delle coppie fosse costituita da cibi ultraprocessati.. In media, il consumo di cibi ultraprocessati rispetto al totale degli alimenti consumati è stato del 22% per le donne e del 25% per gli uomini. Il questionario ha inoltre raccolto informazioni sui tempi impiegati per arrivare al concepimento, come la probabilità di concepire entro il primo mese o quella di impiegare 12 mesi o più, arrivando infine a concepire da soli o con l'aiuto di tecniche di fecondazione assistita. Per quanto riguarda l'embrione, gli scienziati hanno misurato la lunghezza media vertice-sacro, un parametro che permette di valutare le dimensioni e lo sviluppo del nascituro; hanno anche misurato il volume del sacco vitellino a 7, 9 e 11 settimane di gestazione.. Che cosa è stato trovato nelle donne e negli uomini. Nelle donne, i livelli più elevati di consumo di ultraprocessati non sono parsi collegati a una minore fertilità o a un ritardo nel concepimento, ma sono risultati associati a uno sviluppo leggermente più lento dell'embrione e a dimensioni più ridotte del sacco vitellino alla settima settimana di gravidanza. Negli uomini, invece, quantità massicce di questi cibi non sono parse associate ad effetti sullo sviluppo embrionale, bensì al raggiungimento più tardivo della gravidanza. L'ipotesi (tutta da provare) è che gli ultraprocessati possano agire negativamente sugli spermatozoi, altamente sensibili alla dieta, e che possano fare altrettanto sull'ambiente intrauterino che andrà ad accogliere l'embrione. Ma lo studio è di tipo associativo: non è pensato per dimostrare che gli ultraprocessati causano questi effetti.. Partenza in salita. Un più lento sviluppo embrionale nel primo trimestre di gravidanza è associato a un rischio maggiore di complicanze ed esiti avversi, come basso peso alla nascita, problemi cardiaci e vascolari durante l'infanzia, aborto spontaneo e morte prematura. La ricerca sottolinea quindi la necessità, sia per gli uomini, sia per le donne, di ridurre l'apporto di cibi ultraprocessati nella dieta prima di provare a concepire: non solo per migliorare la fertilità, ma anche per tutelare l'embrione sin dalle prime fasi del suo sviluppo..

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