
Radio Cassino
San Giorgio a Liri (FR) – Incendio Re.Mat., le 12 richieste del Comitato Petrose alle istituzioni
Saturday 25 July 2026
A dieci giorni dal terribile incendio che ha interessato l’impianto RE.MAT. Lazio di San Giorgio a Liri, l’attenzione e la preoccupazione sono ancora alte soprattutto per le ripercussioni sulla salute. A prendere la parola è ora il Comitato Civico Petrose costituito da cittadini del comune di San Giorgio a Liri che rende nota l’iniziativa intrapresa nei confronti delle principali istituzioni competenti per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. La richiesta, indirizzata al Ministro dell’Ambiente, al Presidente della Regione Lazio, al Prefetto di Frosinone, al Presidente della Provincia, al Commissario Prefettizio del Comune di San Giorgio a Liri, alla Procura della Repubblica di Cassino, alla Compagnia e Stazione Carabinieri di San Giorgio a Liri, all’Arpa Lazio, al Dep Lazio, all’Asl di Frosinone – Servizio S.I.S.P. e S.Pre.S.A.L., al Comando Provinciale e Distaccamento di Cassino dei Vigili del Fuoco, al Laboratorio di Ingegneria Sanitaria Ambientale (ISA), è stata trasmessa il 15 luglio 2026, appena tre giorni dopo l’incendio del 12 luglio, e contiene dieci proposte operative volte ad affrontare l’emergenza sotto il profilo sanitario, ambientale e della sicurezza del territorio.
Nel documento trasmesso alle istituzioni il Comitato ha formulato dodici richieste operative:
1. L’immediata istituzione di una task force interistituzionale e medico/scientifica aperta anche a rappresentanze della cittadinanza, con funzioni di coordinamento e monitoraggio di tutte le attività conseguenti all’incendio.
2.La predisposizione di un piano straordinario di monitoraggio ambientale con campionamenti estesi e ripetuti di aria, suolo, acque superficiali e sotterranee, colture agricole, foraggi e prodotti zootecnici nelle aree potenzialmente interessate dalla ricaduta degli inquinanti, con particolare riferimento alle diossine, ai PCB e agli idrocarburi policiclici aromatici.
3.La pubblicazione tempestiva, completa e costantemente aggiornata di tutti i risultati delle analisi ambientali e sanitarie, mediante una sezione specifica del sito istituzionale facilmente consultabile dalla cittadinanza, in attuazione del principio di trasparenza che informa la normativa ambientale.
4.La definizione, sulla base di dati scientifici e modelli di dispersione atmosferica, della mappa dell’area effettivamente interessata dalla ricaduta dei contaminanti, anche al fine di circoscrivere le misure di tutela e i controlli sanitari e ambientali.
5.L’avvio immediato, da parte dei soggetti responsabili e sotto la vigilanza delle autorità competenti, delle operazioni di messa in sicurezza del sito e di successiva caratterizzazione ambientale finalizzata alla completa bonifica delle aree contaminate
6.L’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra Ministero dell’Ambiente, Prefettura, Regione Lazio, Provincia di Frosinone, Comuni interessati, ARPA Lazio, ASL di Frosinone e rappresentanti del Comitato Civico Petrose, con periodici aggiornamenti pubblici sullo stato delle attività L’attivazione di un programma straordinario di sorveglianza epidemiologica e sanitaria della popolazione, con particolare attenzione ai soggetti maggiormente vulnerabili, bambini, anziani, persone affette da patologie respiratorie e cardiovascolari, prevedendo visite mediche, screening, monitoraggi clinici e ogni ulteriore misura di assistenza necessaria anche in favore dei cittadini che abbiano già manifestato sintomatologie riconducibili all’esposizione ai fumi dell’incendio.
8.La predisposizione di controlli straordinari sugli alimenti di produzione locale, sui terreni agricoli, sugli allevamenti e sulle aziende agroalimentari eventualmente ricadenti nelle aree interessate dalla ricaduta degli inquinanti, con eventuale adozione di provvedimenti limitativi o interdettivi a tutela della salute pubblica. Indi per cui, l’immediata adozione di specifiche disposizioni cautelative riguardanti l’utilizzo delle acque dei pozzi privati e delle acque destinate all’irrigazione nelle aree interessate dalla ricaduta degli inquinanti, nonché l’adozione di chiare prescrizioni in ordine alla raccolta, al consumo, alla trasformazione, alla commercializzazione e all’eventuale sospensione della vendita dei prodotti agricoli e zootecnici provenienti dalle medesime aree, fino all’esito degli accertamenti ambientali e sanitari, accompagnate da controlli straordinari su terreni, colture, allevamenti, foraggi e produzioni agroalimentari.
9.Pubblicazione con la massima trasparenza dell’elenco completo dei materiali presenti e depositati nel sito prima dell’incendio, al fine di consentire una corretta valutazione dei potenziali rischi per la salute pubblica e per l’ambiente.
10. L’individuazione immediata delle risorse economiche necessarie per la completa bonifica del sito e per il ripristino delle condizioni di sicurezza ambientale.
11. L’accertamento, con la massima celerità e nel pieno rispetto delle competenze dell’Autorità Giudiziaria, delle cause dell’incendio e dell’eventuale sussistenza di responsabilità amministrative, civili e penali.
12. Al Commissario Straordinario del Comune di San Giorgio a Liri e ai Sindaci dei Comuni limitrofi interessati dalla nube di fumo, in qualità di autorità sanitarie locali competenti per territorio, di valutare la costituzione di parte civile in un eventuale procedimento giudiziario volto all’accertamento delle responsabilità dell’evento.
Il documento non è stato reso pubblico nell’immediatezza. Il Comitato ha infatti scelto di attendere, ritenendo corretto lasciare alle amministrazioni e agli organismi competenti il tempo necessario per esaminare le proposte e valutare le iniziative conseguenti. Una decisione assunta nella convinzione che, in una fase di particolare emergenza, dovesse prevalere il senso di responsabilità istituzionale, senza ricercare visibilità o alimentare inutili contrapposizioni.
L’iniziativa, infatti, trae origine dall’esigenza di contribuire, in modo costruttivo, alla gestione dell’emergenza e alla tutela della popolazione, anche alla luce dei primi dati ambientali resi disponibili e del principio di precauzione previsto dalla normativa vigente. Il Comitato Civico Petrose ribadisce il proprio impegno a operare in sinergia con tutte le istituzioni competenti, gli altri comitati, le associazioni e i singoli cittadini impegnati sul territorio nel perseguimento dei medesimi obiettivi, nella convinzione che la tutela della salute pubblica e dell’ambiente richieda unn tale prospettiva, il Comitato Civico Petrose ha immediatamente richiesto un proficuo confronto con l’associazione ambientalista Fare Verde, riconosciuta a livello nazionale, impegnata da anni nella tutela dell’ambiente e nella promozione di iniziative volte alla salvaguardia del territorio e della salute pubblica.
Il confronto con Fare Verde ha consentito al Comitato di approfondire aspetti tecnici e normativi connessi alle problematiche ambientali del territorio, rafforzando un percorso di collaborazione orientato alla condivisione di informazioni, competenze ed esperienze, nell’esclusivo interesse della tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e del principio di precauzione
Il Comitato Civico Petrose, inoltre, sottolinea come la propria attività non sia nata a seguito dell’incendio del luglio 2026. L’organismo civico è stato costituito nel 2011, in conseguenza all’autorizzazione dell’impianto di trattamento dei rifiuti in località Petrose, con l’obiettivo di seguire le problematiche connesse alla presenza dell’impianto e promuovere iniziative rivolte alla tutela della salute, dell’ambiente e del territorio. Impegno comune, fondato sul dialogo, sulla trasparenza e sul rigore scientifico.
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