Lo stesso gruppo di ricerca che nel 2023 aveva trovato nel gene che codifica per l'ormone GDF15 la causa della nausea in gravidanza firma, ora, il più ampio studio sulla genetica di questa condizione. Dall'analisi del DNA di oltre 10.000 donne sono emersi in totale 10 geni collegati all'iperemesi gravidica, la forma più grave di nausea e vomito in gravidanza. Oltre al GDF15 lo studio ha individuato infatti altri 9 geni associati al disturbo, 6 dei quali mai emersi finora.
La speranza è che i risultati, pubblicati su Nature Genetics, rivelino maggiori dettagli sulle origini dell'iperemesi, una delle prime cause di ricovero ospedaliero nel primo trimestre di gravidanza, e nuove possibilità di cura.. Campione ampio e rappresentativo. Lo studio ha il merito di aver analizzato, una volta tanto, dati rappresentativi di donne appartenenti a diversi gruppi etnici. I risultati promettono, quindi, di essere generalizzabili a un'ampia fetta di popolazione. Gli scienziati guidati da Marlena Fejzo, scienziata biomedica del Centro di genetica epidemiologica della Keck School of Medicine, presso l'Università della California meridionale, hanno analizzato i dati di 10.974 donne affette dalla iperemesi gravidica e di 461.461 donne usate come gruppo di controllo. Le partecipanti allo studio erano di diverse origini: europea, asiatica, africana e latinoamericana.
I ricercatori hanno scandagliato l'intero genoma delle donne coinvolte per capire quali differenze vi fossero tra chi aveva sviluppato l'iperemesi in gravidanza e chi no. Questa condizione, che può riguardare fino al 3% delle gestanti, è più del semplice, molto comune malessere che molte donne sperimentano nel primo trimestre di gravidanza. Comporta nausea e vomito così severi da rendere difficile alimentarsi.Nelle forme più aggressive può comportare un rischio di malnutrizione per mamma e bambino.
Nella sua bio universitaria, Marlena Fejzo, che ha coordinato lo studio, si definisce "HG survivor" (HG sta per hyperemesis gravidarum). A causa dell'iperemesi gravidica la scienziata perse un bambino al secondo trimetre di gravidanza, nei primi anni della sua carriera accademica, e da allora ha dedicato la sua vita e il suo lavoro a ricercare le basi di questa condizione.. I geni coinvolti. La ricerca ha permesso di più che raddoppiare il numero di geni associati all'iperemesi gravidica. Quello che "pesa" di più rimane il fattore di crescita e differenziazione 15 (GDF15), un gene che produce un ormone omonimo, i cui livelli aumentano bruscamente in gravidanza. Questo gene era già stato indagato dal team in uno studio precedente e anche da altri gruppi di ricerca. È la sensibilità della futura mamma a questo ormone che determina la gravità e la frequenza degli episodi di vomito: le donne che, a causa di una mutazione genetica, sono esposte a bassi livelli di GDF15 prima della gravidanza manifestano sintomi più gravi quando il livello di questo messaggero chimico aumenta.. Altri geni sono legati all'appetito, al metabolismo, e al modo in cui il cervello si adatta a nuove condizioni. Sono in particolare alcuni dei 6 nuovi geni a offrire indizi su come trattare l'iperemesi in future strade terapeutiche. Il gene TCF7L2 ha destato particolare attenzione perché è un forte fattore di rischio genetico per il diabete di tipo 2, e perché associato a diabete in gravidanza. Questo gene può influenzare il GLP-1, l'ormone intestinale che controlla glicemia e appetito e che i nuovi farmaci per dimagrire cercano di emulare. Il GLP-1 può avere un impatto anche sulla nausea e offre un possibile e interessante bersaglio per alleviare l'iperemesi gravidica.. La regolazione di appetito, nausea e plasticità cerebrale è una caratteristica comune anche di altri geni trovati: un'ipotesi è che il cervello delle gestanti impari ad associare certi cibi al malessere, e che di conseguenza sviluppi una forte avversione per determinati alimenti. Altri geni individuati sono associati a una più breve durata della gravidanza o alla preeclampsia, una sua grave complicanza caratterizzata da un innalzamento eccessivo della pressione sanguigna.. Verso nuovi farmaci?. Gli autori dello studio hanno chiesto e ottenuto l'approvazione alla FDA per avviare uno studio clinico sull'uso di metformina (un antidiabetico che aumenta i livelli di GDF15) nelle donne che pianificano una gravidanza, così da abituare il corpo all'ormone e ridurre la sensibilità a un suo incremento quando la gravidanza si è instaurata. In futuro, anche grazie a questo studio, l'offerta di farmaci contro l'iperemesi gravidica potrebbe diventare più personalizzata in base al profilo genetico delle pazienti..