Focus
La demenza si combatte nei decenni prima
martedì 14 aprile 2026
Meno tempo seduti, esercizio fisico regolare e costante, sette o otto ore di sonno per notte: lo spettro della demenza si può allontanare con alcune buone pratiche da adottare nello stile di vita decenni prima, quando si è nel pieno dell'età adulta e l'invecchiamento pare ancora lontano.
La conferma di quanto già suggerito da passate ricerche arriva da una revisione che ha messo insieme decine di ricerche su milioni di persone, che hanno indagato come le abitudini quotidiane siano collegate alla salute del cervello in età avanzata.. La differenza di questo studio rispetto ai precedenti. Lo studio è quella che gli esperti chiamano una metanalisi, cioè una revisione sistematica di lavori già pubblicati in cui si svolgono analisi statistiche per produrre una stima numerica dell'effetto di un farmaco o - come in questo caso - di un'abitudine di vita.
Un gruppo di scienziati della York University (Canada) ha analizzato i dati di 69 studi di coorte prospettici su milioni di adulti over 35: in queste ricerche, soggetti cognitivamente sani erano stati seguiti nel tempo per analizzare i loro comportamenti quotidiani e, anni dopo, per capire quanti tra loro avessero sviluppato demenza. Si tratta comunque di studi osservazionali, che non possono cioè stabilire un rapporto di causa-effetto tra il comportamento osservato e il declino cognitivo, ma che si limitano a cogliere un'associazione tra le due cose.. Rischio demenza: quanto contano sport, sonno e sedentarietà. L'analisi ha confermato che i tre fattori che si era scelto di analizzare - l'attività fisica regolare, un numero corretto di ore di sonno e la lotta attiva alla sedentarietà - sono effettivamente associati a un rischio inferiore di incorrere in demenza. Praticare sport regolarmente è risultato collegato a un rischio di demenza in media più basso del 25% in 49 studi, anche se il valore di "quanto" l'attività fisica incidesse variava di molto, tra uno studio e l'altro.
Troppo poco sonno e troppo sonno sono risultati rispettivamente associati a un rischio più elevato di demenza del 18% e del 28% rispetto a un numero corretto di ore di riposo, pari a 7-8 ore a notte, nei 17 studi che trattavano questo tema. Infine, starsene seduti più di 8 ore al giorno è associato a un rischio di demenza più alto del 27%, anche se solo 3 ricerche hanno analizzato il rapporto tra sedentarietà e declino cognitivo.. Proteggere il cervello, un mattone dopo l'altro. Se i risultati dello studio non sono certo una sorpresa, il nuovo lavoro ha il merito di aver confermato le intuizioni precedenti in un campione molto ampio e diversificato, e di suggerire che oltre alle buone pratiche in sé conta molto anche l'aderenza a questi comportamenti nel tempo. Essere costanti nel mantenersi attivi e nel dormire per un numero adeguato di ore in età adulta riduce le probabilità di incorrere in demenza in età avanzata, perché, scrivono gli autori, «la demenza si sviluppa nell'arco di decenni, e i comportamenti di tutti i giorni come attività fisica, tempo speso seduti e durata del sonno potrebbero essere collegati al rischio»..
















