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Genitori stressati, figli a rischio obesità

mercoledì 18 marzo 2026

Una gestione inadeguata dello stress dei genitori potrebbe essere un fattore poco considerato all'origine dell'obesità infantile. La buona notizia è che strategie mirate a sollevare dall'ansia e dai carichi emotivi gli adulti hanno ricadute benefiche sul peso dei loro figli, che rischiano meno di sviluppare obesità e mantengono più a lungo i chili persi attraverso una nutrizione adeguata e l'aumento dell'attività fisica. La scoperta degli scienziati dell'Università di Yale, descritta sulla rivista Pediatrics, potrebbe suggerire nuove strategie di prevenzione e contrasto dell'obesità nei primi anni di vita.. Perché le attuali strategie contro l'obesità falliscono. L'obesità si sta affermando come la forma di malnutrizione prevalente e ormai da alcuni anni gli epidemiologi denunciano che le strategie per contrastarla non funzionano. Studi recenti indicano che entro il 2050 sarà obeso o sovrappeso un terzo di bambini e adolescenti. Purtroppo, prevenire l'obesità non è facile e le strategie messe in campo finora, cioè interventi per incoraggiare un'alimentazione sana e l'attività fisica, non sempre sono efficaci, in un contesto economico che sembra premiare i cibi pronti, facili da cucinare e poco nutrienti. . Da tempo si sa che lo stress può avere un ruolo importante nello sviluppo dell'obesità, e che è più facile che genitori con obesità abbiano figli con la medesima condizione. Dunque, il sospetto che lo stress dei genitori possa contribuire all'obesità nei figli è più che concreto. Gli scienziati dell'Università di Yale sono riusciti a dimostrare che, quando i genitori sono supportati in una migliore gestione dello stress, il loro stile educativo migliora, e tutto questo ha ricadute molto concrete nelle scelte alimentari e nel peso corporeo dei figli.. Il legame tra ansia dei genitori e "junk food". Ma che cosa c'entra lo stress di madri e padri con l'obesità dei figli? La connessione è presto fatta: genitori che si sentono sopraffatti saranno più inclini a scegliere per le proprie famiglie soluzioni alimentari "facili" e veloci, pasti pronti o da asporto e alimenti poco sani. Questo stile alimentare può, alla lunga, influenzare i gusti e le scelte in fatto di cibo di bambini e ragazzi. Rajita Sinha, Professoressa di Psichiatria e Neuroscienze infantili presso la Scuola di Medicina dell'Università di Yale, ha organizzato uno studio randomizzato di 12 settimane su 114 genitori di diverso background etnico ed economico, con bambini dai 2 ai 5 anni di età già obesi o sovrappeso.. L'esperimento: dieta, sport e mindfulness a confronto I genitori sono stati suddivisi in modo casuale in due gruppi, uno (di controllo) che ha ricevuto un supporto su nutrizione e attività fisica e un altro che ha potuto seguire, oltre a questo servizio, anche un programma che insegnava tecniche di mindfulness (un allenamento a stare in maniera non giudicante nel presente, che si coltiva attraverso una forma di meditazione) e di regolazione delle proprie emozioni per la gestione dello stress. Per entrambi i gruppi il supporto è stato a cadenza settimanale, in una sessione di un paio d'ore.. I risultati: genitori più sereni, figli più sani. Nei tre mesi dello studio gli scienziati hanno misurato i livelli di stress dei genitori (capacità di ascolto, pazienza, affetto, interazioni positive in famiglia) e monitorato il peso dei loro figli, che è stato controllato di nuovo dopo tre mesi dalla fine dell'esperimento. L'alimentazione dei piccoli, con i tipi di cibi sani o meno sani a cui avevano accesso, è stata controllata prima e dopo lo studio. Non sorprendentemente, solo nelle famiglie in cui i genitori avevano goduto del supporto extra contro lo stress si sono registrati una riduzione delle emozioni negative, un miglioramento nel rapporto con i figli, e scelte più sane sui piatti da mettere in tavola.. Nel gruppo di controllo non si sono notati benefici nella gestione dello stress dei genitori, i bambini hanno acquisito molto più peso e sono risultati sei volte più propensi a essere sovrappeso o obesi durante il follow-up dopo tre mesi dalla fine del trial. In questo gruppo la connessione tra stress parentale, stile genitoriale meno sicuro e affidabile e scelte alimentari insalubri è rimasta più salda, mentre nel primo gruppo si era di molto attenuata, fino a non risultare più problematica. . La ricerca potrebbe ispirare interventi contro l'obesità che guardino al benessere delle famiglie in un modo più completo: l'ottica è quella, sempre più prevalente, di smettere di considerare l'obesità come una conseguenza di scelte errate individuali, e di comprenderla invece come una malattia cronica, complessa, recidivante, che dipende dall'interazione di più fattori..

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