
Radio Cassino
Lazio – Gestione rifiuti, nuovo Piano Regionale con due nuovi ATO. Aree idonee entro un anno
giovedì 23 aprile 2026
Presentato ieri in regione Lazio il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR Lazio 2026-2031) approvato dalla Giunta Regionale, che ora dovrà affrontare l’iter in Consiglio Regionale. Non più 5 ambiti provinciali, ma 2 nuovi Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) per efficientare il sistema impiantistico e raggiungere l’obiettivo del 72,3% di raccolta differenziata entro il 2031 con riduzione del 6% di rifiuti. Il Lazio presenta un deficit impiantistico storico che comporta l’esportazione di circa 1 milione di tonnellate di rifiuti ogni anno. Nel 2023 la produzione totale è stata di 2,865 milioni di tonnellate (501 kg/abitante). Il sistema è caratterizzato da forte dipendenza da impianti fuori regione e squilibrio tra Roma e resto del territorio.
Con la nuova governance la Regione viene suddivisa in due ambiti: ATO 1: Lazio senza Roma (2,9 mln abitanti); ATO 2: Roma Capitale (2,8 mln abitanti).
Gli impianti di recupero energetico (termovalorizzatori) sono fondamentali per trattare i rifiuti (sia gli indifferenziati, sia gli scarti combustibili delle attività di recupero), riducendo l’uso della discarica. In questo settore, il Piano prevede l’autosufficienza regionale nel 2028.
Polo Impiantistico ATO 1 (San Vittore nel Lazio, Acea A.): l’impianto attualmente in funzione (capacità di 397.200 tonnellate/anno) gestirà i rifiuti trattati provenienti dall’ATO 1. Il Piano considera il funzionamento a pieno regime della sua quarta linea (attualmente in realizzazione) per garantire maggiore resilienza durante i fermi per manutenzione delle altre tre linee.
Nuovo Polo Impiantistico ATO 2 (Roma Capitale, Acea A.): per colmare il deficit, è prevista l’entrata in funzione, dal 1° gennaio 2028, del nuovo tmv a S.Palomba. Avrà una capacità di 600.000 t/a e riceverà direttamente i rifiuti urbani indifferenziati romani (il cosiddetto ‘tal quale’), by-passando il trattamento presso gli impianti intermedi per almeno ⅔ delle t/a autorizzate (non oltre ⅓ delle 600.000 t/a previste potranno essere rifiuti trattati provenienti da tbm/tmb). Produrrà 65 MW di energia elettrica, catturerà CO₂ e consentirà il recupero di metalli (non oltre il 10%) dalle ceneri pesanti.
Rispetto al Piano vigente, il nuovo Piano Regionale stabilisce un quadro di regole precise per l’individuazione delle aree idonee e non idonee ad ospitare ogni singola tipologia di impianto, che le Province e la Città Metropolitana di Roma Capitale dovranno recepire in specifiche mappe territoriali entro un anno dall’approvazione del Piano.
Impianti intermedi TBM/TMB e TM
Il Piano Regionale delinea per questi impianti una profonda fase di transizione tecnologica e strategica da qui al 2031.
- Ruolo Attuale e Sovraccapacità
- Funzione: nel 2023, hanno ricevuto la quasi totalità (circa il 93,3%, pari a oltre 1,201 milioni di tonnellate) dei rifiuti urbani indifferenziati della regione.
- Classificazione: i tbm/tmb e tm operanti nel Lazio sono classificati come impianti intermedi, poiché i loro flussi in uscita sono destinati agli impianti minimi finali di chiusura del ciclo.
- Resilienza di sistema: il Lazio dispone storicamente di una capacità impiantistica di trattamento autorizzata superiore al reale fabbisogno. Questa sovraccapacità è considerata un elemento di forza, in quanto garantisce la continuità del servizio anche in caso di manutenzioni (ordinarie o straordinarie) o chiusure improvvise di singoli impianti.
- Transizione tecnologica: da tm a tmb
- Il Piano registra un processo in corso per la trasformazione degli impianti tm in tmb. Questo avviene tramite la realizzazione di “biocelle” o linee di biostabilizzazione per trattare la frazione organica residua (il cosiddetto sottovaglio).
- Evoluzione recente del quadro impiantistico: La rete ha subito notevoli mutamenti tra il 2022 e il 2025:
- Chiusure e riduzioni:
- Albano Laziale (CMRC): a seguito di un incendio, le attività sono sospese dal 2016 e l’autorizzazione è stata revocata nel 2024.
- Roma, Malagrotta 2 (RC): a seguito di un incendio, le attività sono sospese da giugno 2022, allo stato attuale senza previsioni di ripristino.
- Roma, Malagrotta 1 (RC): ha riaperto a ottobre 2024 dopo l’incendio nel Natale 2023, ma con un layout semplificato (solo biostabilizzazione) per 187.000 t/a. Ulteriori lavori di ripristino sono in corso.
- Nuovi avvii e adeguamenti completati:
- Guidonia Montecelio (CMRC): entrato in funzione nel 2024, è al servizio esclusivo dei rifiuti di Roma Capitale (capacità operativa attuale 100.000 t/a su 190.000 autorizzate).
- Castelforte (LT) e Pomezia (CMRC): nel 2024, entrambi hanno avviato le linee di biostabilizzazione, operando ora a tutti gli effetti come TMB (Pomezia ha anche collaudato un ampliamento a 380.000 t/a nel 2025).
- Aprilia (LT) – nel 2025, MTS Ambiente (gruppo Rida Ambiente) ha avuto autorizzato un nuovo impianto meccanico da realizzare per 495.000 t/a (di cui massimo 165.000 t/a per rifiuti urbani indifferenziati). L’impianto prevede anche di produrre il css-c, combustibile da rifiuti in End of Waste: la procedura tecnico-normativa (letteralmente “cessazione della qualifica di rifiuto”) permette a un rifiuto, sottoposto a operazioni di recupero, di cessare di essere tale per diventare un prodotto o materia prima seconda; in questo caso, buono per la valorizzazione energetica, ad esempio, nei cementifici (quello di Buzzi a Guidonia M. è in fase autorizzativa proprio per sostituire parte del fabbisogno di carbon coke con css-c).
- Rinnovi in corso: Sono in fase di riesame/rinnovo e definizione AIA gli impianti di Viterbo (Ecologia Viterbo), Colfelice (SAF), Cisterna di Latina (Refecta) e i tm privati di Rocca Cencia a Roma (Porcarelli). L’impianto di Aprilia (Rida A.) è stato invece già rinnovato nel 2023 per 409.200 t/a.
- Prospettive future e riconversione (2028-2031): il ruolo dei tmb è destinato a ridimensionarsi nel corso del Piano:
- Impatto del tmv di Roma: con l’entrata in esercizio del nuovo impianto di recupero energetico di Roma Capitale (previsto per il 2028), i rifiuti indifferenziati romani verranno conferiti direttamente al tmv, by-passando gli impianti intermedi.
- Riconversione verso il riciclo (caso AMA Rocca Cencia): l’impianto pubblico tmb di Rocca Cencia (AMA), che attualmente opera solo come area di trasferenza per ordinanza commissariale, sarà riconvertito. Il progetto, già autorizzato, prevede la sua trasformazione in un impianto di trattamento delle frazioni secche riciclabili dei rifiuti urbani.
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