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Diabete: la dieta che lo "spegne"

venerdì 27 febbraio 2026

Un piatto semplice ed economico al cuore della tradizione culinaria nepalese sta aiutando le autorità sanitarie del Paese a contrastare la diffusione del diabete di tipo 2 legata all'avanzata di cibi insalubri e troppo densi di calorie. In un Paese dove una persona su 5 è affetta da diabete e dove i medicinali per la cura del diabete sono, per ragioni socio-economiche, spesso inaccessibili, due studi pilota hanno usato il ritorno ai piatti poveri delle origini come "cura" per il diabete di tipo 2. Ottenendo risultati sorprendenti, sia dentro sia fuori dagli ospedali.. Come riporta un articolo sul sito del Guardian, da uno studio pilota e da un trial ancora in corso su pazienti con diabete di tipo 2 in Nepal è emerso che l'adesione a una dieta tradizionale, basata per lo più su piatti a base vegetale con riso e lenticchie, associata a una (ridotta) perdita di peso ha mandato in remissione per alcuni mesi il diabete in pazienti che ne erano già affetti. Con il vantaggio di essere praticamente applicabile ovunque e facilmente integrabile nello stile di vita.. Se la guarigione parte dalla dieta. La prevalenza di diabete di tipo 2, quello caratterizzato da glicemia alta in un contesto di insulinoresistenza, la bassa sensibilità delle cellule all'azione dell'ormone insulina, è in più rapido aumento soprattutto nei Paesi a medio e basso reddito, a causa di fattori come l'urbanizzazione, una maggiore sedentarietà, obesità e sovrappeso, diete ipercaloriche ma povere dal punto di vista nutrizionale. In questi contesti il diabete è spesso poco diagnosticato e curato in modo discontinuo, con una serie di complicanze a cascata e a lungo termine (malattie renali, problemi di circolazione con danni agli arti, cecità). Dunque il peso collettivo del diabete è sia di tipo sanitario, sia sociale ed economico.. Dopo aver dimostrato con successo nel Regno Unito che una dieta a basso impatto calorico, con una perdita sostanziale di peso, è in grado di mandare in remissione il diabete di tipo 2 in pazienti che ne sono affetti da anni, un gruppo di scienziati dell'Università di Glasgow (Scozia) ha collaborato con i medici dell'Ospedale di Dhulikhel, in Nepal, per tentare l'approccio anche nel Paese asiatico. Qui la predisposizione genetica al diabete è più elevata e questo significa due cose: serve un minore aumento di peso per aumentare il rischio di diabete, ma serve anche perderne meno per allontanare la malattia.. Riso e lenticchie. I partecipanti degli studi hanno dovuto seguire per 8 settimane una dieta con una riduzione giornaliera di 850 calorie rispetto al regime alimentare precedente, che comprendeva tipicamente una colazione con yogurt e frutta e pasti principali a base di riso e lenticchie (gli ingredienti del dal bhat, un piatto tradizionale nepalese). Al termine di questo programma più ristretto, i partecipanti hanno seguito per un periodo una versione un po' più calorica di quella stessa dieta, per conservare la nuova forma fisica acquisita. Durante lo studio, i partecipanti sono stati seguiti con screening regolari e gruppi di supporto, e hanno avuto in dotazione strumenti per misurare le porzioni di cibo. Hanno perso in media 4-5 kg (comunque non un calo drastico come i 15 kg persi dai pazienti nel precedente studio britannico) e, in circa la metà dei casi, hanno raggiunto la remissione dal diabete di tipo 2. L'esperimento è stato tentato in due contesti: in uno studio pilota su 70 pazienti con diabete in ospedale, che si è concluso con il 43% dei partecipanti in remissione per almeno 4 mesi, e un secondo trial ancora in corso su 120 persone non ricoverate, che sta dando risultati simili.. Il merito della semplicità. Entrambi i trial hanno insistito molto su un approccio disciplinato all'alimentazione con enfasi sul modo di mangiare della tradizione e la rinuncia a cibi processati e ricchi di zuccheri e grassi. Per le sue caratteristiche, l'adesione a questo programma non richiede il contatto regolare con personale sanitario: i partecipanti sono stati seguiti da volontarie conosciute e inserite nelle comunità locali. Inoltre, sono stati incoraggiati a consumare riso integrale anziché riso bianco e lavorato, perché il primo ha più nutrienti e maggiori livelli di vitamina B1, fondamentale per il metabolismo dei carboidrati. Ora gli autori dello studio stanno cercando di capire se lo stesso approccio possa servire a prevenire l'insorgere del diabete di tipo 2..

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