Radio Cassino

Cassino (FR) – Scuola Pio Di Meo, sull’attacchino ‘maldestro’ si scatena il botta e risposta

venerdì 23 gennaio 2026

La vicenda che abbiamo definito dell’attacchino ‘maldestro’ tiene ancora banco a giudicare dal gustoso botta e risposta che oggi hanno proposto, con due rispettive note stampa, da un lato i consiglieri di opposizione Sebastianelli, Incagnoli ed Evangelista e dall’altro il portavoce del sindaco di Cassino. I fatti sono noti: l’affissione dei manifesti contro l’amministrazione comunale per la gestione dei lavori nella scuola primaria Pio Di Meo.

Gli esponenti di minoranza descrivono in questi termini la vicenda: “Una o più persone sono state immortalate dalle telecamere mentre affiggevano volantini con la scritta “Vergogna” all’interno della scuola Pio Di Meo di via Pascoli, in riferimento ai ritardi nei lavori di ristrutturazione del plesso. “Secondo la normativa vigente – si legge nel comunicato -chi affigge volantini può incorrere al massimo in una pena pecuniaria e non in denunce penali”. “Noi – dichiarano i consiglieri – siamo pronti a pagare la multa, qualora le persone vengano identificate, perché quello che hanno fatto non è altro che portare alla luce problemi che noi stessi abbiamo già evidenziato in Consiglio Comunale.”

I tre esponenti della minoranza evidenziano come l’amministrazione Salera continui a sostenere che tutto proceda regolarmente, mentre cittadini, genitori e insegnanti del plesso Pio Di Meo segnalano problemi concreti: bambini costretti a stare in aula con le finestre chiuse a causa di polvere e rumori, difficoltà di concentrazione e disagi che si prolungano da mesi.

“Lavori iniziati due anni fa – proseguono Sebastianelli, Incagnoli e Evangelista – erano stati garantiti come conclusi entro la scorsa estate, per rendere la scuola più sicura. Puntualmente, ciò non è avvenuto. Oggi la Polizia Locale si concentra sulla ‘caccia alle streghe’ nei confronti di cittadini che manifestano il loro disagio con dei volantini, mentre sembra ignorare problemi reali come la presenza di tavolini abusivi lungo corso della Repubblica o quanto accade la sera in piazza Labriola.”

“I cittadini hanno il diritto di farsi sentire – concludono i consiglieri – e noi continueremo a sostenerli, ribadendo che l’amministrazione deve finalmente fornire risposte concrete sulla sicurezza e la vivibilità della scuola Pio Di Meo.”

La replica da piazza De Gasperi è dai toni ironici ma fermi: “Alla stregua di giuristi di chiara fama, i consiglieri Sebastianelli, Evangelista ed Incagnoli non l’hanno proprio presa in considerazione l’eventuale esistenza di passaggi diffamatori dagli aspetti penali; si sono invece premurati di derubricare a cosa quasi di alcun conto la qualificante (?) affissione abusiva notturna di manifesti agli ingressi della “Pio Di Meo”. “Chi affigge volantini (derubricati in volantini pure i manifesti! ndr) può incorrere al massimo in una sanzione pecuniaria e non in denunce penali”, hanno scritto riferendosi all’assai noto art. 663 del codice penale che configura come illecito amministrativo punibile con sanzione pecuniaria, generalmente da 51 a 309 euro, l’apposizione di manifesti, volantini su luoghi pubblici o privati senza autorizzazione.
Ma non si fermano qui. Vanno oltre perché, senza imbarazzo, si premurano di far sapere che pagheranno di tasca propria la sanzione “qualora le persone vengano identificate”. Parlano di “persone” ma le telecamere hanno immortalato solo un individuo. Se non ne spunteranno altri, andrà loro bene, perché la commovente “generosità” sbandierata non alleggerirà di molto le loro tasche dovendo, infatti, coprire l’importo di una sola sanzione.
Ma qui, venendo alla sostanza, c’è da rilevare che con il considerare quasi quasi un martire dell’amministrazione comunale il già individuato imbrattatore, i tre consiglieri ci vogliono portare fuori strada.
Il problema di quell’affissione davanti agli ingressi di una scuola, con il messaggio dai discutibili fini educativi che avrebbe trasmesso ai bambini, prima ancora che questione giuridica e politica, è questione anzitutto di natura morale. Ma è dignitoso manifestare la propria indignazione (ammesso che solo di questo si tratti) in quel modo subdolo, coprendosi dietro l’anonimato, operando nottetempo come un qualsiasi ladro di polli? Ancor più in un paese dove chiunque può protestare, manifestare, criticare nel modo anche più aspro tutto ciò che ritiene.
Basterebbe farlo – conclude la nota del Comune – però rispettando civilmente la legge. Peraltro senza dover contare sull’ausilio di difensori di cause perse”.

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