
Radio Cassino
Cassino (FR) – Premio Mattei, la battaglia contro il bullismo si combatte abbattendo i silenzi
venerdì 30 gennaio 2026
Contro il bullismo, il cyberbullismo e l’omofobia, per agevolare una comunicazione utile ad aiutare, a superare quei silenzi che possono diventare un muro invalicabile. Ed estremamente pericoloso, come continua a dimostrarci la cronaca (come nel caso di Paolo Mendico). Oggi, nell’Aula Magna dell’Unicas, il Consorzio Industriale del Lazio, con il suo commissario straordinario Raffaele Trequattrini, ha abbattuto tanti muri attraverso l’incontro con Ciro Cacciola, ‘autore del libro edito da Graus Edizioni “Il ragazzo dai pantaloni rosa” insieme a Maria Francesca Rubino. Ed ha inviato un messaggio forte e chiaro a centinaia di adolescenti accompagnati dai docenti degli istituti comprensivi di Cassino 1, 2 e 3, Coreno Ausonio, Ausonia, Esperia, Pontecorvo 1 e 2, San Vittore del Lazio, Roccasecca, Cervaro. Presente anche una delegazione di alunni e insegnanti dell’Itis Majorana di Cassino.
Un libro scelto dal responsabile della comunicazione del Consorzio, Giuseppe Del Signore, perché rafforza il messaggio contenuto nell’omonimo film e immagina la vita di Andrea prima del suo tragico epilogo: gli anni piccoli, le vacanze, l’allegria, i giochi, gli amici, la famiglia ancora unita prima della separazione dei suoi genitori, la sua passione per la musica e per il cinema. Il 15enne Andrea Spezzacatena è stato il primo caso in Italia di suicidio di un adolescente per bullismo. L’evento è stato inserito nell’ambito del Premio Pino e Amilcare Mattei, che privilegia il rapporto e il confronto con i giovani. Hanno portato i saluti istituzionali il rettore dell’Unicas, prof. Marco Dell’Isola, sempre sensibile a tutte le iniziative di forte impatto sociale e di ricaduta sul territorio. E, unitamente al prof. Trequattrini, ha orgogliosamente sottolineato il recente traguardo raggiunto dall’ateneo: Unicas figura tra i primi 500 atenei a livello europeo, attraverso il QS World University Rankings: Europe 2026. “Un riconoscimento importante che testimonia un percorso di crescita fondato innanzitutto sulla qualità della didattica e della ricerca, ormai caratterizzate da una forte vocazione internazionale, e dall’attenzione alle tematiche della sostenibilità”.

Il Commissario Trequattrini ha svelato che l’evento di oggi è inserito in un nuovo concept ideato proprio da Del Signore: si tratta del format Storie che costruiscono con cui “iniziare a raccontare le aree industriali non solo come spazi di una comunità locale, ma luoghi in cui necessariamente nascono relazioni e competenze, che hanno una storia e che meritano di essere ascoltate. Per capire chi siamo e dove vogliamo andare secondo quel concetto di ‘capitale semantico’ del filosofo Luciano Floridi. Senza questo capitale, anche le migliori politiche industriali possono essere fredde e incomprensibili, lontane dalle persone. Vogliamo raccontare storie che parlano di lavoro, di fatica, di errori e di successi, di riscatto e anche di futuro. Il ragazzo dei pantaloni rosa è un punto di partenza secondo me perfetto, perché ci ricorda quanto sia importante creare contesti in cui nessuno si deve sentire sbagliato o fuori posto, di quanto sia fondamentale che anche le istituzioni sappiano ascoltare prima ancora che decidere e sappiano imparare a superare le paure”.
Concetti importanti, ai quali si è associata anche Katia Parente, a nome della famiglia Mattei. Una mamma attenta, sensibile, che ricorda il suo passato di adolescente e lo confronta con quello attuale, in cui i social hanno occupato un posto preminente e spesso troppo invadente. “Ai miei figli insegno a non ferire mai nessuno, a non superare il limite perché ogni essere umano ha diritto di vivere come vuole nel rispetto degli altri. Siamo tutti uguali perché non c’è differenza; è davvero brutto sentirsi più piccoli, inferiori agli altri. Non lo siamo: ognuno di noi ha delle grandi capacità che prima o poi verranno fuori”.
L’autore Ciro Cacciola, aiutato anche dal trailer del film e da alcuni podcast del libro, ha ripercorso quei due anni di inferno subiti da Andrea, dai 13 ai 15 anni. “Un ragazzino che voleva vivere, che cantava, che aveva letto più di 100 libri, che teneva un diario delle recensioni cinematografiche. All’inizio non comprende il bullo, cerca la sua amicizia, ma alle spalle del bullo c’è un branco e si fa presto a diventare tutti complici”.
Agghiaccianti i dati statistici sul fenomeno dei suicidi nei giovani: nel 2025 in Italia sono state 33 le vittime tra i 15 e i 16 anni. “Anche alle elementari ci sono situazioni pericolose, purtroppo amplificate attraverso i social”. “L’errore più grande? Tacere. Non restate mai in silenzio, non bisogna mai tacere, ma confidarsi con genitori e docenti”. E questo vale sia per chi subisce, sia per chi assiste a fenomeni di bullismo. Mai voltarsi dall’altra parte, come ribadito anche negli interventi di Rossella Brescia e Arisa che hanno inviato un loro messaggio di saluto per la platea, non potendo intervenire di persona.
L’auspicio è che gli studenti, grazie al lavoro realizzato in classe proprio sul tema del bullismo, possano continuare a confrontarsi costruttivamente e così mettere in moto fattori di protezione autentici, solidi e duraturi.
Ri.Ca.
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