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Cassino, il valore della libertà: tra memoria storica e eredità ideale

mercoledì 29 aprile 2026

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Di Redazione 

Cassino – In occasione delle celebrazioni per l’anniversario della Liberazione, la città di Cassino si è fermata oggi per un profondo momento di riflessione dedicato ai valori fondanti della Repubblica e alla memoria di chi scelse la resistenza al regime. La giornata, svoltasi in un’atmosfera di solenne partecipazione, ha visto la presenza delle massime autorità civili e militari, tra cui il tenente colonnello Giovanni Anastasia per l’Arma dei Carabinieri, il colonnello Salvatore Bizzarro comandante della caserma “Lolli Ghetti”, l’ispettrice Erica Gasperini del Commissariato di Polizia e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e delle vittime civili di guerra.

L’iniziativa è stata aperta dal sindaco Enzo Salera, che nel suo saluto istituzionale ha rievocato il martirio di una città quasi interamente distrutta dal conflitto. Il primo cittadino ha voluto onorare il sacrificio dei giovani e dei civili che immolarono le proprie vite, sottolineando come la ribellione contro la dittatura fosse un atto necessario di opposizione morale. Attraverso i familiari presenti, la comunità ha reso omaggio a quegli “internati” che, pur non essendo più in vita, hanno lasciato un’eredità ideale inestimabile fondata sull’orgoglio e sulla dignità.

siamo in via XX settembre 3- Cassino

Sulla stessa linea si è espresso l’assessore Gabriella Vacca, evidenziando la sensibilità dell’Amministrazione verso una “memoria viva” che deve necessariamente essere trasmessa alle nuove generazioni. Il consolidamento della libertà, secondo l’assessore, passa attraverso la comprensione del legame indissolubile tra tre date cardine: il 25 Aprile della Liberazione, il Primo Maggio dedicato al lavoro — base della nostra Costituzione — e il 2 Giugno, che segnò la nascita della Repubblica e l’atteso riconoscimento del diritto di voto alle donne.

Il cuore della cerimonia è stato rappresentato dalla consegna degli attestati d’onore ai familiari di militari e civili cassinati. È stato un atto di giustizia storica verso chi, dopo l’armistizio dell’8 settembre, scelse la prigionia pur di non collaborare con il nazismo. Questi uomini, definiti spregiativamente “internati” da Hitler per privarli delle tutele internazionali della Convenzione di Ginevra, furono deportati nei lager e sfruttati come lavoratori coatti. Tra i cittadini insigniti figurano Antonio Lena, Olindo Palombo, Marino Basso, Giuseppe Coppola, Eugenio Raffaele Salera, Giuseppe Tribuzio e Guido Geremia Vettese: nomi che oggi rappresentano il volto del coraggio cittadino.

La giornata si è conclusa con l’intervento del professor Giuseppe Iglieri, ricercatore presso l’Università del Molise, che ha tracciato un percorso narrativo dalla lotta di Liberazione alle radici della democrazia moderna. La sua relazione, seguita con estremo interesse dai numerosi studenti in sala, ha trasformato la commemorazione in un dialogo attivo sulla cittadinanza e sulla responsabilità civile. L’evento è riuscito così a unire istituzioni e mondo della scuola in un percorso condiviso, riaffermando che la memoria non è solo un ricordo del passato, ma uno strumento essenziale per costruire consapevolmente il futuro.

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