Focus
Cancro allo stomaco: nuove speranze di prevenzione
domenica 22 marzo 2026
Il potenziamento di un comune antibiotico usato contro le infezioni da Helicobacter pylori ha assicurato, in esperimenti su animali, l'eliminazione del batterio in tempi rapidi e con dosi molto basse di medicinale. È una buona notizia, perché l'H. pylori, che può aumentare il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro allo stomaco, sta progressivamente sviluppando resistenza all'antibiotico in questione - il metronidazolo - che quindi va spesso utilizzato in dosi più alte o in combinazione con altri antibiotici.. In uno studio scientifico pubblicato su Nature Microbiology, i ricercatori della Technische Universität München (un politecnico di Monaco di Baviera) hanno generato varianti leggermente modificate di metrodinazolo che hanno avuto, nei topi, un'efficacia 60 volte più elevata contro i ceppi standard, non resistenti, di H. pylori: un risultato che fa sperare che, un giorno, potremo contare su un'arma di prevenzione fondamentale per ridurre l'incidenza di alcuni tipi di cancro gastrico.. Il nemico da vicino. Gli scienziati hanno esaminato a fondo il meccanismo di azione dell'antibiotico sull'H. pylori, un batterio che può causare un'infezione asintomatica anche per anni, ma che poi può produrre tossine che causano infiammazione, bruciori allo stomaco, ulcere e lesioni precancerose. I ricercatori hanno osservato che il metronidazolo danneggia le componenti cellulari del batterio attraverso una serie di reazioni chimiche che prendono il nome di "stress ossidativo", un effetto già noto. Ma hanno anche scoperto che il farmaco prende di mira due proteine che il batterio usa come scudi: una che prova a rendere meno tossiche le specie reattive dell'ossigeno implicate nello stress ossidativo, e una che prova a riparare le proteine danneggiate.. Un antibiotico "dopato". Il team non poteva chiedere di meglio: conoscendo i talloni d'Achille del batterio e le armi già usate dall'antibiotico, ha progettato varianti chimiche leggermente modificate dell'antibiotico che si leghino ancora più efficacemente alle proteine già prese di mira. Il risultato? L'H. pylori diventa meno capace di contrastare lo stress ossidativo, e di solito viene eliminato.
Nei test di laboratorio su colture cellulari, oltre a risultare decine di volte più efficace della versione standard sui batteri H. pylori, ha esercitato un'attività molto forte su ceppi già resistenti all'antibiotico, senza però per questo risultare più tossico per le cellule umane. In successivi test sui topi, l'antibiotico potenziato ha eradicato l'infezione da H. pylori anche a dosi molto basse, modificando molto meno la composizione batterica intestinale.. Un candidato promettente. Serviranno ulteriori test prima che l'antibiotico nella sua nuova versione possa approdare nelle mani (e negli stomaci) dei pazienti. Ma se anche i futuri test sull'uomo si rivelassero efficaci, allora disporremmo di un nuovo strumento per contrastare bruciori, ulcere e cancro gastrici..
















