
Radio Cassino
Piedimonte San Germano (FR) – D’Avino (Uilm): futuro garantito solo dai modelli ibridi
sabato 03 gennaio 2026
Automotive, crisi Stellantis e indotto: se il bilancio fi fine anno è stato impietoso per il Basso Lazio, altrettanto nebuloso si prospetta il 2026. A delineare lo scenario è Gennaro D’Avino, segretario Uilm Frosinone.
“Con la ripartenza delle attività prevista per il 16 gennaio, lo stabilimento Stellantis di Cassino affronta il nuovo anno con le stesse criticità che la UILM denuncia da tempo. Una situazione che continua a pesare non solo sui lavoratori diretti, ma sull’intero territorio del Cassinate.
Le previsioni produttive parlano di circa 13 mila Alfa Romeo, un volume che non garantisce un aumento dei giorni lavorativi rispetto al 2025 e che non offre alcuna reale prospettiva di stabilità. In queste condizioni, il ricorso agli ammortizzatori sociali rischia di diventare strutturale, mantenendo lavoratori e famiglie in una condizione di incertezza continua.
Come UILM riteniamo questo scenario insufficiente e preoccupante. Senza un deciso cambio di passo, il 2026 si preannuncia un anno pesante, con ricadute dirette sull’indotto, già fortemente colpito da anni di riduzione delle produzioni. Volumi così bassi mettono a rischio la sopravvivenza di numerose aziende fornitrici e di migliaia di posti di lavoro”.
Quali saranno le prospettive?
“Le conseguenze non saranno solo industriali, ma sociali ed economiche: meno lavoro significa meno reddito, meno consumi, difficoltà crescenti per le attività commerciali, per i servizi e per l’intero tessuto produttivo del territorio. Questo significherà un ulteriore impoverimento del Cassinate.
Per questo la UILM ribadisce con forza che serve accelerare il lancio dei modelli ibridi. Oggi gli ibridi rappresentano l’unica risposta concreta e immediata alle difficoltà del mercato e l’unica soluzione in grado di garantire volumi produttivi, continuità lavorativa e tenuta occupazionale allo stabilimento di Cassino”.
Un futuro alternativo?
“Basta con il continuo slogan della “riconversione industriale”: applicato a questo territorio, significherebbe la morte di oltre il 70% delle aziende dell’indotto e la fine di un sistema produttivo costruito in decenni di lavoro, competenze e investimenti. Cassino non può essere smantellata in nome di teorie che non tengono conto della realtà industriale e sociale”.
Il sito di Cassino va difeso e incentivato, assegnandogli produzioni compatibili con le competenze esistenti e in grado di garantire futuro allo stabilimento, all’indotto e all’intero territorio. Servono investimenti certi, tempi chiari e scelte industriali coraggiose.
La UILM continuerà a essere un punto di riferimento solido e credibile per le lavoratrici e i lavoratori, come già dimostrato nel corso del 2025. Non siamo un sindacato che si limita a raccontare i problemi: siamo quelli che propongono soluzioni, indicano alternative industriali praticabili e difendono il lavoro con responsabilità e competenza.
Saremo al fianco dei lavoratori di Cassino e dell’indotto, con la schiena dritta, per tutelare occupazione, produzione e futuro. Il territorio del Cassinate merita rispetto e scelte industriali serie”.
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