Radio Cassino

Montecassino – Nel giorno del ricordo della distruzione, un’opera d’arte restituisce spiritualità e speranza

domenica 15 febbraio 2026

Una data memorabile, una ferita che non è possibile dimenticare. Oggi ricorre l’82° Anniversario della distruzione del millenario Sacro Cenobio Benedettino.
“Erano le 9.45 di quel lunedì 15 febbraio del 1944 quando le fortezze volanti delle truppe alleate diedero inizio all”inutile bombardamento dell’Abbazia, che durò tutta la giornata. Si contarono numerose vittime tra i civili sfollati tra quelle mura. Credevano fosse quello un rifugio sicuro. Andò distrutto e raso al suolo “l’incomparabile monumento di religione, di cultura, di arte e di civiltà” come lo definì Papa Paolo VI qualche anno dopo”.
Oggi, dopo la messa nella Basilica presieduta dall’Abate dom Luca Fallica, alle 12

l’Abbazia di Montecassino presenterà ufficialmente ai visitatori un’antica statua raffigurante la Madonna con Bambino, risalente al XV secolo, recentemente restaurata grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica.

L’intervento conservativo, realizzato dalla ditta specializzata Bottoni Conservazione e Restauro srls, ha restituito piena leggibilità e luminosità a un manufatto di grande pregio artistico e profondo valore spirituale, testimonianza significativa della tradizione scultorea tardo-quattrocentesca.

La Vergine si distingue per l’equilibrio della composizione e la delicatezza dei tratti: il volto dall’incarnato chiaro, gli occhi meditativi e assorti, l’atteggiamento raccolto ma materno. Il Bambino, posto su un ginocchio in lieve movimento, è raffigurato in piedi, privo di vesti, mentre sorregge con dolcezza una melagrana, simbolo della Passione e della Resurrezione.

Le caratteristiche stilistiche dell’opera richiamano la produzione di Pietro Alemanno, attivo nella seconda metà del XV secolo e presente anche nella vicina Capua, dove potrebbe aver formato l’autore della scultura.

La Madonna è rappresentata seduta su una nuvola; i panneggi morbidi delle vesti sono impreziositi dalla tecnica dell’estofado de oro, procedimento che prevedeva l’applicazione della foglia d’oro, successivamente ricoperta di colore e lavorata a graffito con uno strumento detto “dente di leone”, così da far emergere decorazioni raffinate e rendere la preziosità delle stoffe.

L’opera era già stata oggetto di un restauro negli anni Novanta del Novecento, durante il quale la reintegrazione cromatica fu eseguita con la tecnica del rigatino e della selezione cromatica. L’intervento più recente ha previsto nuovi trattamenti antitarlo, il consolidamento strutturale, la revisione delle integrazioni pittoriche precedenti e il recupero della vivacità originaria del legno e delle cromie.

Si tratta di un’importante operazione di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico custodito dall’Abbazia di Montecassino, che si inserisce nell’ambito dell’82esimo anniversario della distruzione del Cenobio, avvenuto proprio il 15 febbraio del 1944.
A partire da oggi, dunque, la comunità monastica e i visitatori potranno nuovamente ammirare, grazie alla presenza della restauratrice stessa, Maria Grazia Bottoni, un’opera che non rappresenta soltanto un capolavoro dell’arte sacra, ma anche un segno tangibile della fede e della tradizione che attraversano i secoli.

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