Radio Cassino

Cassino (FR) – Degenera il confronto sulla mancata riapertura del Salveti. E si scatena il tifo politico

sabato 21 febbraio 2026

‘In occasione di Cassino-Nocerina si torna sugli spalti, quasi certamente’. Questa mattina si è partiti da questa ‘bella notizia’ a metà e in attesa di conferma da parte della commissione di vigilanza provinciale, mentre si confrontavano, alle spalle del Comune, una delegazione di tifosi con il consigliere comunale Andrea Vizzaccaro e l’assessore ai lavori pubblici, Gennaro Fiorentino. Il tema è la mancata e attesa riapertura delle tribune del Salveti: i supporter sono lì con striscioni, sciarpe e bandiere, ma i toni ben presto diventano troppo accesi. Le argomentazioni fornite sullo stato dell’arte dei lavori (con gli ulteriori ritardi dovuti al maltempo) non convincono affatto e la contestazione rischia di degenerare. Non ci sono le condizioni per proseguire. “Ad oggi i lavori non sono finiti. Questo ci state dicendo”. Un dialogo impossibile, esacerbato dagli insulti. La polizia, presente all’incontro, allontana tutti.

Poco dopo, le prime reazioni della politica. Il coordinatore della Lega, Vincenzo Marrone, interviene con una nota in cui specifica che “le proteste non dovrebbero mai sfociare in eccesso e mantenersi sempre nei limiti sia comportamentali che di confronto civile. Quanto accaduto oggi, purtroppo travalica questi limiti e va censurato con forza. Le proprie ragioni vanno sempre difese e sostenute entro i limiti del civile contraddittorio.

D’altro canto – prosegue – era prevedibile che una protesta prima o poi accadesse ed è successo. Vicinanza, quindi agli amministratori che coraggiosamente hanno affrontato l’ira dei tifosi ai quali, ovviamente, non hanno potuto spiegare perché lo stadio sia tristemente e da troppo tempo chiuso per inagibilità. E ancora una volta il Sindaco si sottrae al confronto e manda avanti i suoi fedelissimi. La Lega lo dice da tanto, questa amministrazione é troppo impegnata ad assicurarsi la propria sopravvivenza politica per occuparsi dei problemi dei cittadini. La manifestazione di oggi è lo specchio di quello che vive oggi Cassino. Una città esasperata che reagisce male. Una città abbandonata a sé stessa, incapace di curare i mali che ha causato, di tentare di risolvere le innumerevoli criticità ma prontissima a censurare chi non si allinea ai diktat. La misura è colma, le elezioni provinciali non risolveranno certo i problemi di Cassino, per quello ci vorrebbe una maggioranza che finalmente si rendesse conto che le priorità sono altre. Non un’epurazione, non un regolamento di conti ma semplicemente amministrare. E non si chiedono grandi opere ma solo una manutenzione ordinaria pure promessa, un impegno serio per gli impianti sportivi, una concreta volontà di garantire sicurezza e tranquillità. I cittadini oggi hanno dato un segnale concreto: amministrate o andate a casa. La Lega raffina il concetto: ammettete che non siete capaci di amministrare e compiete finalmente un atto doveroso per rispetto dei cittadini”.

In serata, attraverso i social, interviene l’ex assessore Monica Capitanio, presidente dell’associazione Orizzonte Comune: “Nessuno mette in discussione l’amore per il Cassino Calcio. È assolutamente legittimo e comprensibile  – sottolinea – che i tifosi chiedano spiegazioni, risposte e chiarezza sul destino della nostra casa calcistica. Lo sport è aggregazione e passione, ed è giusto difenderlo. Tuttavia, le modalità a cui abbiamo assistito oggi lasciano molta amarezza. Più che una civile richiesta di chiarimenti, i toni esasperati e l’aggressività verbale fanno sembrare il tutto un comodo pretesto per fare rumore. Sembra quasi che si voglia alzare un polverone per attirare l’attenzione su questioni che, con il tifo e con lo stadio, c’entrano davvero ben poco.

A questo proposito, voglio esprimere la mia più totale e sincera solidarietà all’assessore Gennaro Fiorentino che oggi ha provato a instaurare un dialogo venendo accolto in malo modo. Chi lo conosce sa bene che Gennaro è una persona che si è sempre spesa per Cassino, spesso in maniera silenziosa e lontana dalla ricerca di visibilità. Lo ha ampiamente dimostrato già nella passata amministrazione, quando era consigliere comunale, e continua a farlo oggi con immutata dedizione e grande professionalità. Il suo impegno quotidiano è mosso da una sola, innegabile certezza: l’amore profondo per la nostra città.
Eppure, la cosa che più fa riflettere (e un po’ sorridere) di questa giornata è il solito, prevedibile teatrino di chi, puntuale come un orologio, non ha perso un minuto per tuffarsi nella polemica, strumentalizzando la rabbia dei tifosi per gridare al “capolinea” e chiedere le dimissioni della giunta.
Parlano di “città allo stallo”. Ma definire incapace o immobile un’amministrazione che sta realizzando opere pubbliche e cantieri che a Cassino non si vedevano da anni, richiede davvero una bella dose di coraggio o una memoria molto, molto corta. Soprattutto considerando il “nulla” che c’è stato prima di questa amministrazione.
Ancora una volta, ci troviamo di fronte al vuoto cosmico: una critica puramente opportunistica, fatta solo per cavalcare il malcontento del momento e racimolare qualche like. Di proposte serie o di critica politica costruttiva per il bene della città, c’è lo zero assoluto.
Cassino sta cambiando volto e ha bisogno di dialogo civile e di soluzioni per affrontare i problemi (che ovviamente ci sono e vanno risolti, compreso lo stadio), non di piazze usate come palcoscenico per le solite, sterili, strumentalizzazioni politiche”.
In serata, la nota dei consiglieri di opposizione, Arduino Incagnoli, Franco Evangelista e Giuseppe Sebastianelli, “per denunciare il profondo divario tra quanto sbandierato nel programma amministrativo e la realtà che i cittadini vivono quotidianamente”.
​Sicurezza Urbana: il fallimento di una pedonalizzazione senza visione
​”Vogliamo innanzitutto ringraziare gli uomini e le donne della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri,” dichiarano i tre Consiglieri. “Il loro recente e massiccio intervento nel centro cittadino ha sopperito alla totale assenza di programmazione politica. Ciò che era stato promesso in termini di sicurezza e vivibilità urbana è rimasto purtroppo sulla carta. La scelta di isolare il cuore della città con una pedonalizzazione ideologica, senza prevedere azioni connesse per bilanciare le esigenze di residenti e commercianti e senza garantire i controlli necessari, ha portato alle criticità che osserviamo ormai da oltre due anni. Non si riqualifica un quartiere semplicemente chiudendo una strada se poi lo si abbandona a se stesso, trasformandolo in una zona fuori controllo.”
Dalla “Cittadella dello Sport” alla realtà dei ritardi
​L’opposizione raccorda il tema della sicurezza a quello delle infrastrutture sportive, richiamando i grandi annunci rimasti al palo:
“Lo stesso schema di promesse non attuate colpisce duramente lo sport. Che fine ha fatto il roboante piano per la ‘Cittadella dello sport e dello spettacolo’ presentato con tanto di slide come un investimento da 55 milioni di euro? Oggi quel progetto appare come un amaro miraggio di fronte ai ritardi inaccettabili nei lavori dello stadio comunale e ai costanti disagi per i tifosi.
​Bisogna saper sentire l’appello accorato del tifoso: è il grido di chi, con amore viscerale per la maglia azzurra, chiede solo dignità per il proprio simbolo. Noi stessi siamo profondamente legati a questi colori e alla storia del Cassino: vedere lo sport trascurato significa ferire l’anima stessa della nostra comunità. Lo sport è socialità, cultura ed economia: è un volano turistico che accende l’indotto cittadino, non un fastidio da gestire con lentezza burocratica e annunci a effetto.”
​Conclusioni: rispettare gli impegni con i cittadini
​”Il tempo dei proclami è terminato. Cassino ha bisogno di un piano integrato che garantisca sicurezza reale nelle aree pedonali e tempi certi per la restituzione delle strutture sportive alla cittadinanza. Continueremo a vigilare con fermezza affinché quanto promesso ai cittadini venga finalmente realizzato. Lo dobbiamo a chi vive la città ogni giorno e a tutto il popolo azzurro che merita rispetto e trasparenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

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