
Radio Cassino
Cassino (FR) – Emergenza lavoro, gli appelli del vescovo Gerardo e dell’abate Luca nel giorno di San Benedetto
domenica 22 marzo 2026
Da Cassino, dalla loggia del Palagio Badiale che è sede della Curia vescovile, ieri sera è risuonato forte e chiaro il doppio grido di allarme. Quello del Vescovo della diocesi di Sora, Cassino, Aquino e Pontecorvo, Mons. Gerardo Antonazzo e dell’Abate di Montecassino, Dom Luca Fallica. Si era appena conclusa la processione con il Corteo storico Terra Sancti Benedicti lungo le strade della città, entrambi i prelati hanno voluto lanciare un messaggio di solidarietà che fosse anche un monito per chi può e deve rimediare al disastro sociale in atto. Solo il giorno prima, infatti, giovedì 20 marzo, i sindacati in modo unitario e i sindaci e la politica avevano sfilato con bandiere e slogan per difendere Cassino, per chiedere che Stellantis e l’indotto auto non sprofondino in modo irreversibile.
“La considerazione delle implicazioni morali che la questione del lavoro comporta nella vita sociale induce la chiesa ad additare la disoccupazione o i licenziamenti o la mancanza di lavoro come una vera piaga sociale” ha sottolineato Antonazzo. “Una calamità sociale soprattutto in relazione alle nuove generazioni; la piena occupazione è pertanto l’obiettivo doveroso per ogni ordinamento economico orientato alla giustizia e al bene comune. Un ruolo importante e una responsabilità specifica abbastanza grave, oltre che gravosa, appartengono in questo ambito non solo al datore di lavoro diretto ma anche al datore di lavoro indiretto; sia a quei soggetti, persone o istituzioni che sono in grado e in dovere di orientare a livello nazionale e internazionale la politica del lavoro e dell’economia. Cassino oggi è una battaglia simbolica anche molto concreta: simbolica perché mostra il fallimento di una transizione senza politiche industriali concrete, sia perché qui si decide il destino di migliaia di lavoratori, di centinaia di famiglie e di un intero territorio. Difendere Cassino e il territorio significa difendere non solo un sito produttivo ma un’idea di politica industriale che rimetta al centro la persona, il suo lavoro, la manifattura, l’innovazione, la coesione sociale. Su questo non servono più rinvii, servono scelte immediate; lo auspichiamo e lo chiediamo con forza, con coerenza e con convinzione profonda”.
“Abbiamo percorso le strade che ieri sono state percorse dal corteo dei lavoratori di tutti coloro che si sono fatti solidali ai lavoratori della Stellantis. Abbiamo percorso questa città con le nostre piccole luci – ha aggiunto l’Abate Fallica -. Ma che sono simbolo di una luce più grande, la luce dell’eucaristia che abbiamo ricevuto quando Gesù ha consegnato ai discepoli nella Notte della sua passione anzitutto il suo corpo e il suo sangue perché potesse la sua vita privata illuminare anche quella notte. Pensiamo anche a tante altre notti: la notte della guerra, ma pensiamo alle tante notti che possono vivere le nostre famiglie delle nostre realtà più vicine. Sono le notti della disgregazione sociale e non solo, perché l’elenco potrebbe essere lungo” (…).
Si sono chiuse così le giornate dedicate al Transito di San Benedetto, tra momenti di grande aggregazione tra i giovani e gli studenti nel nome della pace e della coesione sociale, con il Premio Pacis Nuntius al Cardinale Pizzaballa e con le solenni omelie accompagnate, nelle celebrazioni liturgiche, dai canti delle diverse corali. Purtroppo, l’emergenza lavoro e la crisi economica che sta attraversando questo territorio ha in qualche modo prevalso su tutto. Nell’attesa e con l’auspicio che si possa raccontare una storia differente nei prossimi mesi.
Ri.Ca.
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