
Radio Cassino
Cassino (FR) – Stellantis sprofonda, con il corteo multicolore riflettori nazionali accesi sull’emergenza sociale
venerdì 20 marzo 2026
L’Abbazia di Montecassino sullo sfondo, in primo piano migliaia di manifestanti che, partendo dalla piazza dinanzi il Comune di Cassino, sono arrivati al centro della città, in piazza Diaz. Sono immagini suggestive quelle che rilanciano oggi anche i media nazionali all’interno dei loro Tg. A dimostrazione del fatto che, questa mattina, c’erano davvero tanti nomi anche di peso. Del mondo sindacale, della politica, delle istituzioni. Ma, a dirla tutta, è mancata quella autentica spinta dal basso, quella voglia di riscatto e di salvaguardia della propria terra. Una terra diventata da agricola a gloriosamente industriale e che rischia di essere depauperata da una crisi tanto profonda quanto pericolosa. Perché Stellantis che fa lavorare solo 12 giorni in quasi tre mesi lancia un segnale di non ritorno. E quando dal palco Michele De Palma dice che rischiamo molto perché dove c’è il lavoro c’è la legalità ha ragione. Non ci si può voltare dall’altra parte e far finta che il corteo che passa riguardi solo i dipendenti dell’automotive.
Perché indotto significa tante cose, troppe: non solo fabbriche ma anche servizi correlati come trasporti, ristorazione, hotel, commercio. Lo sforzo messo in atto dai segretari provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Fismic e Uglm è stato lodevole, con settimane di pressing mediatico, social e non. Oggi Mirko Marsella, Andrea Di Traglia, Gennaro D’Avino, Maurizio Stabile e Gerardo Minotti hanno lasciato le luci della ribalta ai segretari nazionali. A Ferdinando Uliano, Michele De Palma, Rocco Palombella, Sara Rinaudo, Antonio Spera. Perché consapevoli del fatto che se i riflettori del Paese si offuscano, non c’è più niente da fare. Cassino è in una situazione di grande precarietà, non basta la discesa in campo di una compagine. Dietro gli striscioni, questa mattina c’erano le sigle e solo a seguire i sindaci con la fascia, i rappresentanti della politica.
Nel 2017 qui si producevano 135 mila auto, adesso 19 mila. “Il problema non sono i lavoratori – ha detto Palombella – che in questi anni hanno accettato cambiamenti, sacrifici e una trasformazione produttiva verso l’alta gamma. Il problema sono le scelte industriali sbagliate”.
“Lo stabilimento Stellantis di Cassino rischia di pagare il prezzo più alto della crisi dell’automotive in Italia – ha tuonato De Palma -. Caro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, se questa è una Repubblica fondata sul lavoro, lo Stato oggi ha il dovere di dimostrarlo a partire dalla difesa del lavoro industriale”.
Parla di “delitto industriale” Uliano, sottolineando che “Cassino è lo stabilimento che sta soffrendo più di altri nel paese. Qui, dalla nascita di Stellantis, non si è mai fatto un investimento, solo promesse, promesse disattese, anche le ultime fatte nel 2024 dopo una grande manifestazione dei metalmeccanici. Ci aspettiamo una risposta concreta al piano industriale che verrà presentato il 21 maggio dall’amministratore delegato”.
Rivendica la positività di un’unione di intenti Antonio Spera:”Una presenza imponente in questa manifestazione, che testimonia quanto sia forte la preoccupazione, ma anche la volontà di difendere e rilanciare un presidio industriale strategico come lo stabilimento Stellantis di Cassino, insieme a tutto il suo indotto e all’economia dell’intero territorio del Cassinate e del frusinate”.
“Cassino vuole lavorare e quindi abbiamo bisogno di un piano industriale, di risorse e di politiche industriali strategiche”.
Le bandiere che sventolano, gli altoparlanti, gli slogan, la passione e la preoccupazione, la paura e la speranza. Tutto in una manciata di ore, consumate in fretta camminando, urlando che non c’è più tempo da perdere. Perché quello rimasto è appena sufficiente per sopravvivere.
Simone Pagano
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