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Cassino sul podio… delle città più inquinate

venerdì 12 dicembre 2025

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Un primato certamente, ma un primato che Cassino varebbe potuto tranquillamente lasciare ad altri comuni. Giovedì 11 dicembre la città martire sul podio tra quelle più inquinate del Lazio. I dati parlano chiaramente. A farne le spese i cittadini e le numerose persone che frequentato la città per i più svariati motivi. A fare il punto è Edoardo Grossi dell’Ansmi.

“Nella giornata dell’11 dicembre 2025 Cassino risulta la città più inquinata del Lazio, con un dato che parla da solo:
PM10 a Cassino: 112 µg/m³
Un valore altissimo, e soprattutto certificato dall’ARPA Lazio, non da “ambientalisti allarmisti” o da opinioni soggettive.
Questo dato supera anche quello di Ceccano, che storicamente è una delle località più critiche della regione per quanto riguarda il PM10.
Ma ieri Cassino ha registrato il valore peggiore della provincia e dell’intero Lazio.
Perché è importante?
• 112 µg/m³ è più del doppio del limite giornaliero di legge (50 µg/m³).
• Un picco così alto indica una pressione ambientale eccezionale sul territorio.
• La certificazione ARPA rende il dato oggettivo, ufficiale e incontrovertibile.
Cassino supera anche Ceccano
Pur essendo Ceccano di solito la città più colpita dal PM10, nella giornata analizzata Cassino l’ha superata nettamente, segnando il peggior valore regionale.
Cassino mostra un andamento non occasionale, ma ricorrente: il superamento si ripete in più giornate dell’anno, segnalando un problema ambientale stabile nel tempo. Le poveri sottili PM10 a 112 µg/m³ è un valore molto alto e potenzialmente dannoso per bambini, anziani e persone fragili.
Di fronte a un dato oggettivo e certificato come quello dell’11 dicembre — PM10 a 112 µg/m³ a Cassino, il peggiore del Lazio, ci si aspetterebbe almeno un gesto minimo di tutela da parte dell’amministrazione comunale:
un comunicato ufficiale che avvisi la popolazione più fragile (anziani, bambini, persone con patologie respiratorie) del rischio e fornisca indicazioni di prudenza.
È una misura semplice, a costo zero, prevista dalle più comuni pratiche di prevenzione in caso di qualità dell’aria così critica.
Eppure, a Cassino, non viene fatto nemmeno questo.
Non è una questione politica: è una questione di responsabilità verso la salute pubblica.
Quando i livelli di inquinamento superano di oltre il doppio i limiti di legge, come certificato dall’ARPA Lazio, il minimo che ci si aspetta da un’amministrazione è informare i cittadini.
L’assenza totale di comunicazioni istituzionali non può che essere considerata una grave mancanza di attenzione verso le fasce deboli della popolazione”.

Non solo assenza di comunicazioni ma anche una forma di indifferenza rispetto a un problema che insiste sul territorio della città martire da anni e che sicuramente non può essere risolto da uno o più politici, quanto piuttosto da un’azione mirata che travalichi le amministrazioni delle varie fazioni e gli anni dei mandati di una o dell’altra. La salute e la qualità dell’aria sono priorità.

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