Radio Cassino

Cassino (FR) – L’ultimo, struggente saluto a ‘Grace’ Sorrenti. Una docente esemplare

lunedì 16 febbraio 2026

Per tutti era ‘Grace’. E come ha detto il figlio Giuseppe, in una toccante e lunghissima testimonianza che ha commosso e lasciato senza respiro centinaia di persone, “la chiamavo Graziella solo quando litigavamo”. Quindi, quasi mai. E’ il momento dell’addio alla prof. Sorrenti, che a 63 anni, nel pieno della sua vita sempre carica di entusiasmo, di cose da fare, di momenti da dedicare agli altri, è stata strappata non solo ai suoi affetti più cari, ma ad una intera comunità da una malattia che fin da subito non ha lasciato speranza. Proprio a lei che aveva sempre curato corpo e spirito, attraverso uno stile di vita sano e improntato sull’attività motoria, che praticava abitualmente e insegnava con altrettanto metodo e dedizione.

Il miracolo atteso, purtroppo non c’è stato. Ma oggi, nella chiesa di San Giovanni, ex studenti di oggi e di ieri, tutti i colleghi del Liceo Classico Carducci di Cassino, tanti docenti di altri istituti del territorio si sono stretti idealmente a lei. In particolare un gran numero di giovani. Ragazze e ragazzi che hanno avuto la fortuna di incontrare sul loro cammino una insegnante innamorata del suo lavoro, prodiga di consigli e sempre pronta a valorizzare, spronare, se necessario redarguire. Con fermezza ma anche con la volontà di educare e formare alla vita, alla socialità, alla rincorsa dei propri sogni. Distinguendo il bene dal male. La sostanza delle cose dalla caducità e dall’effimero. Valori che accompagneranno per sempre.

Della bellezza e delle qualità indiscusse, della passione che animava Grace ha parlato nell’omelia don Nello Crescenzi, prima alunno e poi collega, che oggi ha concelebrato con il parroco don Giovanni De Ciantis. Con tenerezza ha ricordato quanto sia stato importante per lei “lasciare il segno, generare vita nei propri alunni”. E quanto sia riuscita “con il cuore, il sorriso, la capacità di non accettare le intemperanze che rasentavano la maleducazione” a dare un significato immenso a tutto ciò che ha trasmesso. “Niente di quello che Graziella era e ci ha donato va perduto. Tutto rimane presente”.

“La professoressa Sorrenti ci ha cresciuti come fossimo suoi figli. Ci ha insegnato che la fatica e il lavoro sono essenziali, così come i sacrifici. Ed è stata per noi un esempio di grande coerenza”. Ha avuto parole di grande affetto e riconoscenza una sua giovane allieva, che attraverso un’insegnante modello ha capito di avere talento per la ginnastica ritmica e non dimenticherà mai quanto una docente potesse “riuscire a guardare oltre”. E dietro quell’oltre c’è un mondo. Fatto di sogni, di passioni, di incognite che hanno trovato risposte.

Se gli alunni hanno vissuto la Sorrenti quasi come un idolo, per i suoi colleghi è stata un esempio di grandi virtù, come ha ricordato la dirigente scolastica, prof.ssa Licia Pietroluongo. “Esigente, talvolta intransigente, non cercavi compromessi. Con grande coerenza interiore, dietro quella fermezza c’era la convinzione profonda che educare significasse anche contenere, indicare la direzione, correggendo quando necessario. Sempre puntuale, dallo stile inconfondibile, avevi cura dei luoghi e degli spazi così come ti occupavi delle persone. Oggi tutta la comunità del Carducci ti esprime la sua gratitudine per la presenza quotidiana, per l’impegno talvolta silenzioso ma costante, per l’esempio di serietà”.

Ha spezzato il cuore, prima della conclusione delle esequie, ascoltare la voce di uno dei due adorati figli. Un figlio cresciuto nell’autonomia, nella libertà di pensiero e di scelta, che è tanto grato a sua madre da trasmetterlo a tutti i giovani presenti, affinché sappiano che la loro insegnante è stata sì una madre presente e affettuosa ma anche innamorata del suo lavoro. Un condensato di grazia e bellezza. Il resto del ricordo è stato come un libro che si schiude, a caso, agitato dal vento, per leggere pagine di un’esistenza colma di sentimento, di passione, di amore immenso e incondizionato.

“Era molto più di una madre”. E tanto basta per comprendere lo struggente sentimento che accompagnerà sempre chi ha avuto il privilegio di starle accanto.

Simone Pagano

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