
Cassino Notizie
Adolescente semina il panico a scuola e nelle strade del paese
mercoledì 26 novembre 2025
Una storia che va avanti da anni ma che, proprio negli ultimi mesi, si è intensificata. Un ragazzo, ora adolescente, di origini straniere ma residente a Cervaro con la famiglia da anni, da tempo semina letteralmente il panico tra i coetanei a scuola e fuori, tra le strade del paese. Il ragazzo fin dall’infanzia, come raccontato da molti genitori, ha manifestato atteggiamenti fuori luogo a scuola, sia nei confronti dei compagni che degli insegnanti. Ma negli ultimi mesi, da quando la scuola è ricominciata, il livello è andato oltre l’accettabile, raccontano i genitori, costringendo le famiglie a forme estreme di protesta, ma anche a numerose segnalazioni e denunce alle forze dell’ordine.
Una storia dura, raccontata da decine di genitori esasperati e preoccupati per i loro figli. “In pratica il ragazzo, appena dodicenne, quasi quotidianamente colpisce e aggredisce chiunque, anche gli insegnanti. Lancia attrezzature e materiale scolastico. In un episodio è arrivato a denudarsi richiamando l’attenzione delle compagne. In un’altra occasione in nome della sua religione avrebbe preso di mira l’insegnante (in pratica riferiva di essere figlio dell’unico dio giusto e non voleva stare in classe con quelli che credono in un dio che non esiste). Sono tutti episodi che abbiamo raccontato e che sono stati messi a verbale nelle denunce. A scuola ha sempre il cellulare e lo usa per scaricare materiale pornografico che mostra ai suoi compagni, sia maschi che femmine. Inoltre registra e scatta foto. I compagni riportano questi atteggiamenti agli insegnanti che cercano di fermarlo, senza ottenere risultati e invitano tutti a non prestare attenzione nei suoi confronti. Ma è letteralmente impossibile. Sono anni che questa situazione va avanti e peggiora giorno dopo giorno”.
“Scatta foto e registra immagini dei compagni, ed è capitato che lo abbia fatto con alcune compagne deridendole e minacciandole di modificare il materiale con l’intelligenza artificiale e di creare fotomontaggi delle ragazze nude per postarle poi sui social e nelle chat. Una di queste ragazze – racconta un genitore – particolarmente vessata ha avuto letteralmente una crisi di nervi. Terrorizzata si è accucciata a terra tremante ed è stato necessario portarla in ospedale dove il medico ha riscontrato e certificato un grave stato di stress e di ansia. Lo specialista ha poi evidenziato come la situazione per la ragazza sia particolarmente delicata, tanto che proprio l’adolescente avrebbe chiesto ai genitori di non andare più a scuola per paura che possa accaderle qualcosa”.

“In pratica viviamo tutti ostaggio di questo ragazzino. Abbiamo scritto alla dirigente, all’ufficio scolastico provinciale. Ai coordinatori di classe. Siamo stati in Comune. E’ stata messa a disposizione un’insegnante di sostegno per riuscire a mediare nella classe, il giorno stesso in cui è entrata in servizio è stata aggredita e ha dovuto far ricorso a cure mediche – i genitori sono un fiume in piena – A seguito dell’episodio c’è stata la sospensione per due settimane, ma poi il ragazzo è rientrato riprendendo il suo solito atteggiamento. Forze dell’ordine e 118 sono quasi ogni giorno davanti alla scuola, ci sono episodi continui. Così come continuamente noi ci siamo presentati in caserma per denunciare quanto accaduto. Ma la situazione è resa ancor più complicata dalla presenza della mamma del ragazzo che non solo non fa nulla per gestire questo comportamento, ma si comporta come se nulla fosse arrivando lei stessa ad aggredire altri genitori e filmare con il telefono – i genitori raccontano quello che vivono ogni giorno ormai da mesi – E qui un fatto che tutti noi abbiamo ritenuto gravissimo, proprio il 25 novembre, giornata in cui ricordiamo l’importanza del contrasto alla violenza contro le donne, la mamma del ragazzo ha aggredito un’altra mamma tirandole i capelli da dietro. Episodio raccontato anche sui social dai genitori presenti. La madre ha inoltre mandato dei messaggi sulla chat di classe e privatamente ad altri genitori minacciandoli in maniera esplicita. E anche in questo caso i genitori interessati si sono visti costretti ad allertare le forze dell’ordine. Ora, noi chiediamo aiuto alle istituzioni, ma aiuti concreti e urgenti“.
I genitori nelle scorse settimane di comune accordo hanno deciso di tenere i figli a casa, ma sono stati richiamati dalla scuola che ha ricordato loro l’obbligo di frequenza. Tutto corretto. Ma ci sono circa venti ragazzini di dodici anni da tutelare, insegnanti che non riescono a lavorare in maniera adeguata e famiglie terrorizzate. “Questo ragazzo gira per il paese così, sempre con il cellulare in mano, filma, fotografa. Bambini, adulti. Ma quello che ci terrorizza è l’uso che potrebbe fare di queste immagini, parliamo di minori. Lo farebbe anche davanti alla scuola primaria – spiega una mamma – Per noi è una situazione gravissima. Le risposte che ci vengono date sono sempre le stesse, che è stato fatto tutto quello che si poteva fare e che si attendono misure specifiche che dovrebbero arrivare dagli organi di competenza. Intanto il tempo passa e la situazione peggiora, potrebbe accadere di tutto. I nostri figli hanno il terrore di mettere piede in classe, e noi come genitori siamo arrabbiati, esasperati e non vediamo una luce in fondo al tunnel. I nostri figli hanno diritto a poter andare a scuola senza paure“.
Sono numerose le denunce fatte in caserma, gli uomini dell’Arma conoscono la situazione e hanno raccolto testimonianze, segnalazioni ed elementi. Sembra che qualcosa si stia muovendo, ma ogni giorno diventa un’incognita, motivo di paure e preoccupazioni da parte dei ragazzi che tornano a casa raccontando di aver assistito a episodi di aggressioni continue, e delle famiglie che sperano non capiti nulla tra una minaccia e un urlo di troppo.
“Qua non è una questione di razzismo, perché il ragazzino poteva essere italiano, austriaco, americano o altro. E’ evidente che ci siano dei problemi comportamentali che vanno oltre il momento di distrazione o di incomprensione. In paese è noto, sembra che anche dove abita la famiglia si siano registrati episodi anomali. In pratica un paese e una intera comunità scolastica vivono ostaggi e nel terrore che possa accadere qualcosa. Abbiamo bisogno di risposte concrete, se la famiglia o il ragazzo hanno bisogno di aiuti che vengano loro forniti, ma anche i nostri figli hanno bisogno di essere protetti e hanno diritto di poter andare a scuola come tutti”.
Una situazione che sembra essere andata oltre, troppo oltre.
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