
Radio Cassino
Roma – Tavolo automotive e presidio al Mimit, strada ancora lunga
venerdì 30 gennaio 2026
Tavolo Automotive al Mimit, con più di un migliaio di lavoratori in presidio domani il ministero. Gente esasperata dagli stop produttivi, dalle buste paga alleggerite, dal futuro sempre più incerto. Quali le novità? Riportiamo le note diffuse dalle sigle sindacali presenti all’incontro.
Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità
“Dal tavolo non è arrivata nessuna risposta concreta per i lavoratori con una riduzione del fondo automotive, da 8 a 1,6 miliardi in 5 anni, senza alcuna condizione nei finanziamenti pubblici per garantire l’occupazione in Italia. Le aziende della componentistica, soprattutto quelle monocommittenti verso Stellantis, sono in una situazione di emergenza. Sono circa 10.000 i lavoratori che stanno terminando gli ammortizzatori sociali e a rischio licenziamento.
Per questo centinaia di lavoratrici e lavoratori di Stellantis e di tutto il settore automotive erano presenti sotto al Ministero. Per evidenziare la pesante crisi e per richiedere soluzioni che non possono che passare attraverso politiche industriali da parte del Governo, ancora del tutto assenti, e investimenti pubblici e privati. Nonostante Stellantis abbia annunciato oggi un aumento della produzione in Italia già nel 2026, è ora di un confronto serrato sul piano industriale in termini di nuove produzioni, impianti e occupazione per rilanciare la ricerca e sviluppo in Italia per il mercato globale a partire da quello europeo dove per la prima volta le vendite delle auto elettriche sono state superiori a quelle diesel. È necessario che il tavolo automotive diventi un tavolo permanente a Palazzo Chigi. La Presidenza del Consiglio deve assumersi la responsabilità di guidare questo confronto per contrastare il reale pericolo di perdere un settore strategico per la nostra industria”.
Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore automotive
“Stellantis ha assicurato che manterrà gli impegni già assunti: è in corso la salita produttiva ad Atessa, Mirafiori, Modena e Melfi, dove probabilmente sarà allocato un modello ulteriore rispetto a quelli già lanciati o già annunciati; a Pomigliano si conferma la produzione anche oltre il 2028 della Pandina, nonché la allocazione di due nuove vetture; a Cassino è in corso un cambiamento del piano originario, che puntava esclusivamente su auto full electric e che quindi deve essere profondamente modificato per arrivare a due nuove Alfa ibride e a una nuova Maserati Grecale, mentre nel frattempo si lanceranno serie speciali di Giulia e di Stelvio; a Termoli infine stanno per partire i lavori preparatori per la produzione del cambio EDCT e si svilupperà una generazione euro 7 del motore GSE, che quindi potrà andare oltre il 2030, al contempo è in corso un confronto con la Regione Molise per un ulteriore progetto. Il piano industriale di Stellantis ha però un limite, vale a dire che sembra dipendere almeno in parte da condizioni di contorno e di mercato tuttora incerte; anche per questo chiediamo che le azioni annunciate siano realizzate rapidamente”.
“Il Governo si è impegnato a sfruttare la breccia aperta nelle politiche europee di elettrificazione per abbattere del tutto il muro ideologico e si è detto pronto a destinare 1,6 miliardi di euro per sostenere il settore. Tuttavia il tempo stringe e quanto fatto fino ad ora ha un valore per lo più simbolico: dobbiamo abolire le famigerate multe europee e sgravare il costo della energia, puntare sugli ibridi, sulla neutralità tecnologica e sulla libertà di scelta dei consumatori. Dobbiamo agire prima che sia troppo tardi”.
‘L’incontro odierno con il Ministero non ha avuto carattere negoziale. Tuttavia, la presenza di oltre 2000 lavoratori in presidio ha permesso di inviare un messaggio inequivocabile: chiediamo il rispetto degli accordi e la garanzia di opportunità lavorative per lo stabilimento di Cassino. In caso contrario, siamo pronti a intraprendere ogni azione necessaria per tutelare l’occupazione, i lavoratori e il territorio. L’anno 2026 dovrà rappresentare un punto di svolta” è il commento del segretario provinciale Uilm Frosinone, Gennaro D’Avino.
Fim CISL, il Segretario Generale Ferdinando Uliano
“Servono molti altri modelli. Abbiamo problemi su Cassino, emergenziale su Termoli. Bene la proposta di un nuovo motore, ma quello stabilimento va riempito di attività e abbiamo necessità di aumentare i volumi su tutti gli stabilimenti”.
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