
Radio Cassino
Villa Latina (FR) – Omicidio Tortolani, verso la sentenza per Agostino: le richieste del pm e delle parti civili
martedì 17 febbraio 2026
Omicidio di Armando Tortolani, nel tribunale di Cassino siamo ormai alle battute finali del processo che vede imputato Luca Agostino. La sentenza è attesa per il 7 o il 12 marzo 2026. Questa mattina, nell’aula dove si tiene la Corte d’assise presieduta dal giudice (nonché presidente del tribunale) Lucio Aschettino, a latere Antonio Falchi Delitala, l’attesa requisitoria del pm Chiara Fioranelli. Ha ricostruito i fatti, ha descritto le circostanze e i contorni del delitto avvenuto il 19 maggio 2024 a Villa Latina (FR) quando, durante una lite, l’imprenditore Tortolani fu ferito con una coltellata che, nonostante i soccorsi e il trasporto all’ospedale di Sora, si rivelò letale.


Il sostituto procuratore, facendo anche riferimento a quanto all’episodio della sera precedente nel Pub di Villa Latina, ritiene assolutamente non credibile la ricostruzione dei fatti fornita da Agostino (quasi una legittima difesa perché aggredito dalla vittima) Per lui ha chiesto la condanna per il reato di omicidio volontario, senza il riconoscimento delle attenuanti generiche, senza tuttavia l’aggravante dei futili motivi. Queto vuol dire che, in caso di sentenza di condanna per omicidio volontario, i 24 anni sarebbero ridotti di un terzo a seguito dei benefici del rito abbreviato richiesto già in sede di udienza preliminare.
Nel corso della mattinata e fino al primo pomeriggio hanno preso la parola i difensori di parte civile, gli avvocati Paolo Marandola, Vittorio Salera, Michelangelo e Alessandro Montesano Cancellara che hanno spiegato come non possa trovare accoglimento la tesi della legittima difesa né tantomeno quella dell’omicidio preterintenzionale, in virtù delle testimonianze e di tutti gli elementi oggettivi acquisiti nel corso del dibattimento.
Secondo i legali le consulenze mediche hanno escluso anche qualsiasi forma di responsabilità dei sanitari che hanno soccorso Armando Tortolani. Gli avvocati di parte civile hanno spiegato, dunque, come nel corso del processo si sia raggiunta la piena prova non solo della sussistenza dell’omicidio volontario ma anche dell’aggravante dei futili motivi.
Secondo le parti civili, infatti, nessuno dei testimoni né l’imputato sono riusciti a fornire una giustificazione alternativa rispetto al banale incrocio di sguardi avvenuto la sera prima al Pub di Villa Latina tra Armandino e il fratello e la cognata dell’imputato.
Dopo una breve pausa, nel pomeriggio ci sono stati gli ulteriori interventi degli avvocati Marcello Panzini e Carmine Cervi.
Nella prossima udienza fissata il 7 marzo sono previste le discussioni delle difese di Agostino, gli avvocati Beniamino Di Bona ed Enrico Maria Gallinaro.
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