Radio Cassino

Cassino (FR) – Sicurezza, ‘Partecipiamo’ ricorda che è competenza dello Stato

domenica 08 febbraio 2026

I botta e risposta che si sono scatenati negli ultimi giorni in merito alla sicurezza in città hanno una radice lontana. Lo sottolinea il gruppo di “Partecipiamo Cassino”, evidenziando come, attorno a questo tema, esponenti dell’opposizione, o rappresentanti “di realtà
associazionistiche con chiare ed evidenti ambizioni di politica locale” abbiano esternato “affermazioni di assoluta discutibilità, in quanto manifestano la mancanza di alcuna consapevolezza in merito a concetti chiave, che dovrebbero essere noti a chi aspira ad amministrare la città e spesso ha anche titoli da professionista tali da non potersi  permettere di parlare come il “quisque de populo”, come sistematicamente accade.

Da mesi, sui giornali locali della città, si rincorrono titoli in grassetto, che tratteggiano Cassino come una città
votata , miserabilmente ed in maniera pericolosamente esponenziale, a diventare lo scenario di qualche
nuova fiction alla Gomorra maniera, come se la notizia del disagio sociale ed economico che interessano
tutto il territorio nazionale, non giungesse alle orecchie di alcuni e la città fosse ormai invivibile.
Tanto che a questo punto ci si chiede se chi dipinge Cassino come l’ultimo girone dell’Inferno, senza
preoccuparsi dei riflessi negativi di tale falsa e cattiva pubblicità sul suo tessuto economico- sociale, sia
realmente consapevole dei tempi che viviamo, dell’entità dei fenomeni criminali sussistenti in generale e della
circostanza per la quale si parla, in relazione al nostro territorio, di microcriminalità, comune a tante altre
città , se non tutte, anche in dimensioni ben più preoccupanti di quella osservata qui.
Questo ovviamente non vuol dire trascurare il tema sicurezza, o trattarlo con superficialità o peggio ancora
abbassare la guardia anche davanti ad un solo episodio di carattere deliquenziale; piuttosto significa scegliere
di fare politica in maniera consapevole, informata, e non demagogica, soprattutto.
A tal riguardo si rileva che la sicurezza pubblica in Italia, ai sensi della norma di cui all’art. 117 della
Costituzione, lettera d), è una competenza esclusiva dello Stato, diretta dal Governo per il tramite del
Ministero dell’ Interno, i Prefetti ed i Questori.
Attualmente il Ministro dell’ Interno è il Dott. Matteo Piantedosi, il quale, pur non essendo militante in alcun
partito politico, è stato sostenuto nella sua nomina da Fratelli di Italia e la Lega, che sono proprio i partiti ai
quali appartengono le opposizioni e ai quali fanno riferimento, più o meno esplicito, a titolo di simpatizzanti,
coloro che tanto si mostrano veementi nei confronti dell’ Amministrazione del Comune, alla quale vengono
imputate, in sostanza, responsabilità non sue.
“In manifestis verbis”, tanto per delucidare chi evidentemente in materia non ha le idee sufficientemente
chiare, il Sindaco, in materia di sicurezza ha il potere di adottare con atto motivato provvedimenti, anche
urgenti e contingibili, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica,
come il posizionamento di telecamere e l’uso diffuso delle forze dell’ordine a disposizione: misure tutte
adottate nella nostra città e che, se risultano sempre ai soliti, non utili, non possono far altro che costringere
tutti, in primis quell’opposizione che aderisce allo stesso orientamento politico del Governo, a chiedere a
quest’ultimo l’implemento del personale delle forze dell’ ordine ed ogni altra misura di carattere eccezionale
, organizzativa e di pianificazione che compete allo Stato.
Tanto per dire e concludere che il territorio, se davvero a qualcuno la sua sicurezza sta a cuore, non ha bisogno
di spot elettorali da discount, che ignorano le norme fondamentali, come la Costituzione, perché,
fortunatamente, i cittadini sanno partecipare con consapevolezza alla politica e i tempi di “Peppone e Don
Camillo” sono terminati.
Bisognerebbe rifletterci quando si avanzano polemiche sterili, non curandosi dell’immagine di una intera città,
che ogni giorno alza le serrande di un’attività, lavora per il bene comune, presta la sua opera a favore della comunità e non merita di attrarre su di sé soltanto inutile, sproporzionato, e propagandistico allarmismo,
tanto che ci viene poi da chiedere agli stessi che lamentano il mancato investimento di risorse e nuove attività in città, se loro stessi lo farebbero immaginandosi poi di dover vivere come nel Bronx”.

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