
Radio Cassino
Cassino (FR) – Vecchia Cassino, ora si accendano le luci sui resti riportati alla luce grazie a passione e caparbietà
lunedì 13 aprile 2026
I resti della vecchia Cassino, annientata dai devastanti bombardamenti il 15 marzo 1944, durante la seconda guerra mondiale, riaffiorano oggi come testimonianza silenziosa di dolore e sacrificio.
“Riportati alla luce grazie a un paziente lavoro di pulizia e valorizzazione, seguito con passione e profondo amore per la propria città dal consigliere comunale Rosario Iemma, questi luoghi tornano oggi a parlare alla coscienza di tutti – sottolineano dal palazzo comunale -. Sono pietre che raccontano vite spezzate, sogni interrotti, una comunità segnata per sempre. Un segno concreto, vivo, che richiama al dovere della memoria: per non dimenticare, per onorare chi qui ha perso la vita, e per custodire, nel tempo, il valore della pace. Valore da inseguire, sempre e comunque, ancor più in un tempo in cui la guerra è tornata ad affliggere l’umanità in tante, troppe parti del nostro pianeta”.
“Bisogna dirlo chiaramente, senza retorica: chi ha lavorato per restituire alla luce le rovine della
Vecchia Cassino ha fatto qualcosa di straordinario – commenta Pino Valente, presidente di Cassino Mia 1944 -. Chi, come noi, frequenta il territorio da anni sa bene che quelle pietre non si erano mai viste così bene. Non è un’iperbole. È una constatazione concreta, fatta camminando su quei percorsi, guardando i resti di via Pinchera finalmente liberi dalla vegetazione che li nascondeva, sentendo
che qualcosa di vero stava tornando alla superficie. Per questo tifiamo, con convinzione, per l’illuminazione che il Comune sta progettando. Non solo perché valorizza ulteriormente il sito. Ma perché la luce, in questo contesto, è un simbolo potente: ciò che era nell’ombra — fisicamente e nella coscienza collettiva — torna finalmente visibile.
Lavoriamo da anni con scuole, famiglie, visitatori internazionali lungo i luoghi della memoria
cassinate. E abbiamo imparato qualcosa che all’inizio ci ha sorpreso: i discendenti dei soldati
polacchi, americani, neozelandesi che vengono a Cassino sanno spesso più cose sulla
storia di questa città di molti dei suoi stessi abitanti. Vengono con le lettere dei loro nonni, con le fotografie, con i libri scritti altrove su questi luoghi.
Abbiamo sentito cassinati chiedere, guardando questi visitatori: “Ma perché si fermano proprio
qui?”
La risposta è semplice: perché sanno cosa è successo qui. E noi, molte volte, no.
Non è colpa di nessuno. È una ferita strutturale.
Ecco perché questo recupero merita un secondo atto. Non solo la manutenzione del sito — che ci auguriamo costante. Ma un percorso che porti i cassinati a sentire quelle pietre come proprie. Cassino MIA 1944 APS e Cassino Red Poppy ci sono. Da anni camminiamo con le famiglie e con le scuole lungo i luoghi della memoria di questa città. Organizziamo trekking urbani emozionali, laboratori didattici, percorsi teatralizzati che trasformano la storia in esperienza vissuta — non in data da memorizzare. Abbiamo accompagnato classi delle medie a scoprire cosa significava essere un bambino tra le macerie del dopoguerra. Abbiamo visto ragazzi ascoltare in silenzio, con gli occhi spalancati, storie che nessuno aveva mai raccontato loro in quel modo.
Ecco cosa proponiamo: che via Pinchera diventi non solo un sito recuperato, ma un luogo educativo vivo. Un punto di partenza per percorsi che coinvolgano le scuole, le famiglie, i quartieri.
Se sei un insegnante, un genitore, un cittadino curioso — cercaci. Siamo sui social con il nome Cassino MIA 1944 APS e Cassino Red Poppy. Scrivici, vieni a camminare con noi. La memoria si costruisce insieme, un passo alla volta”.
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