
Radio Cassino
Cassino (FR) – D’Avino: cancelli Stellantis chiusi fino al 25 gennaio? E’ crisi sociale
lunedì 12 gennaio 2026
C’è rabbia, delusione e si respira un’aria di sfiducia rispetto al presente e al futuro. Al consiglio provinciale UILM Frosinone che si è tenuto oggi a Cassino, all’Edra Palace Hotel, non c’è molta voglia di commentare. Nessuna resa, certo, ma i dati Stellantis parlano chiaro e raccontano una crisi ormai strutturale: produzione in calo del 27,9%, meno di 20 mila vetture prodotte, 105 giorni di fermo e circa 2.100 lavoratori rimasti. Per resistere serve una buona dose di determinazione. E di coraggio.
“Per molti operai i giorni passati a casa sono ormai più di quelli trascorsi in fabbrica. Gli ammortizzatori sociali dovevano essere uno strumento temporaneo, invece sono diventati strutturali, svuotando i salari e cancellando ogni certezza” sottolinea il segretario provinciale Gennaro D’Avino.
“Non è più solo una crisi industriale. È una crisi sociale – tuona – perché qui non si parla più di arrivare a fine mese, ma di riuscire a pagare affitti, mutui, bollette, di mantenere i figli e garantire loro un percorso di studio dignitoso”.
L’indotto è a pezzi, Stellantis Cassino Plant è un sito fantasma da un mese. “L’ultimo giorno di lavoro è stato il 12 dicembre 2025. Da allora i cancelli sono rimasti chiusi e, se le voci che attendono conferma dovessero essere vere, non riapriranno il 16 gennaio, bensì non prima del 25. Un fermo prolungato che pesa come un macigno sui lavoratori e su tutto il territorio”.
Silenzio in sala. Anche le parole hanno un peso quasi insostenibile quando ci sono troppe aziende dell’indotto già scomparse, molte altre in bilico che rischiano di non farcela. “Ogni chiusura significa posti di lavoro persi, famiglie in difficoltà, competenze che se ne vanno e un tessuto produttivo che si impoverisce in modo irreversibile – affonda D’Avino -.
L’ibrido è stato annunciato, ma senza date certe resta solo una promessa. Eppure oggi rappresenta l’unica vera possibilità di salvezza per lo stabilimento di Cassino e per tutto l’indotto. Ogni rinvio significa altri fermi, altra cassa integrazione, altri sacrifici scaricati sui lavoratori”.
E poi ci sono le vertenze aperte. “Il 4 febbraio saremo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per le vertenze Teknoservice e Logitech, dopo che a dicembre è stata concessa soltanto una mini-proroga di quattro mesi. Soluzioni tampone che non possono più essere considerate risposte”.
Cosa fare, dunque? Vivere alla giornata non è la soluzione, soprattutto quando si attendono risposte concrete.
“Come UILM Frosinone diciamo basta a una gestione fatta di annunci e rinvii. Qui non si difendono solo posti di lavoro, ma la dignità delle persone e il futuro di un’intera comunità. Sì, il territorio va difeso. Va difeso adesso”.
Con queste premesse, il Congresso Provinciale UILM di febbraio si preannuncia caldissimo. Anzi, torrido.
Ri.Ca.
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