
Radio Cassino
Cassino (FR) – Pronto Soccorso, un disastro completo secondo il COINA Asl
lunedì 19 gennaio 2026
Pronto Soccorso di Cassino luogo insicuro per medici, infermieri, OSS (e pazienti). Lo sottolinea con fermezza il Segretario Coina ASL Frosinone, Alessandro Britolli, segnalando alle istituzioni (Asl, Comune, Prefettura, Regione) tutte le criticità che permangono nonostante le rassicurazioni ottenute in questi ultimi mesi. E facendo seguito all’esposto presentato nel mese di agosto 2025 in merito alle reiterate aggressioni subite dal personale sanitario del Santa Scolastica.
A quanto pare, anche dopo il consiglio comunale aperto, nulla sarebbe cambiato, “al di là di mere comunicazioni mediatiche e cartellonistica contro le aggressioni.
A seguito di segnalazione dei lavoratori stessi, intendiamo pertanto segnalare
formalmente gravi e persistenti criticità di natura organizzativa, assistenziale e di sicurezza che caratterizzano l’attività del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Cassino, emerse in maniera particolarmente evidente durante il turno pomeridiano del giorno 13 u.s. e riconducibili ad una condizione strutturale e non episodica.
Nel corso del turno in oggetto, l’organizzazione del personale infermieristico risultava così articolata:
* n. 2 infermieri dedicati al triage e al DEA di Radiologia (turno notturno);
* n. 2 infermieri assegnati alla sala rossa;
* n. 2 infermieri nelle medicherie.
Il personale medico presente era limitato a n. 2 medici per turno, numero che permane invariato anche in condizioni di sovraffollamento e di significativo incremento degli accessi. Durante il turno si sono registrati picchi di circa 60 pazienti contemporaneamente presenti all’interno del Pronto Soccorso, dato verificabile attraverso la piattaforma GIPSE.
Nonostante alcuni ricoveri effettuati nei reparti, l’afflusso di pazienti risultava nettamente superiore alla capacità ricettiva della struttura.
Erano presenti oltre 20 pazienti in attesa di ricovero, tra cui numerosi pazienti non autonomi, con un conseguente grave aggravio del carico assistenziale e una gestione impropria dell’assistenza in area di emergenza.
In sala rossa erano presenti 17 pazienti, molti dei quali non autonomi, agitati e ad alto rischio di caduta; alcuni tentavano di lanciarsi dalle barelle, in un contesto di evidente pericolo per sé e per gli operatori.
L’attività assistenziale si svolgeva pertanto in condizioni di grave sovraffollamento e di totale inadeguatezza degli spazi, con concreti rischi per la sicurezza dei pazienti e del personale sanitario. Nonostante il contesto già fortemente critico, continuavano ad affluire nuove emergenze.
A ciò si aggiungeva una rilevante carenza di materiali sanitari essenziali, tra cui:
* deflussori;
* provette;
* connettori per l’esecuzione dei prelievi ematici;
* farmaci di uso corrente.
Tali carenze risultano particolarmente gravi alla luce del fatto che le richieste di
approvvigionamento, sembrerebbe, siano state regolarmente inoltrate dall’attuale ex coordinatrice, senza che ciò abbia prodotto alcuna risoluzione delle problematiche segnalate. Si evidenzia, inoltre, che tali condizioni si verificano abitualmente anche nei turni notturni. In tale assetto organizzativo, per disposizione aziendale, il secondo infermiere di triage verrebbe frequentemente allontanato dal reparto per accompagnare i pazienti in Radiologia per la somministrazione del mezzo di contrasto, lasciando di fatto scoperta una postazione di triage.
Si rammenta – sottolinea Britolli – che, in base ai protocolli aziendali, l’infermiere di triage è inoltre tenuto ad applicare procedure infermieristiche avanzate, in particolare per dolore toracico e dolore addominale, che prevedono:
* esecuzione di elettrocardiogrammi;
* prelievi ematici dedicati;
* valutazione completa di segni, sintomi e parametri vitali.
Tali attività si sommano alle funzioni di triage, determinando un significativo incremento del carico di lavoro, delle responsabilità professionali e del rischio clinico.
In aggiunta a quanto già rappresentato, nel corso del medesimo turno pomeridiano è giunto un paziente proveniente dal San Raffaele, affetto da probabile parassitosi cutanea da Sarcoptes scabiei associata a lieve dispnea, in un contesto già sovraffollato e privo di spazi idonei per l’isolamento, che sarebbe stato predisposto solo successivamente, con conseguente potenziale rischio infettivo per pazienti e operatori.
Si segnala altresì una cronica carenza di personale di supporto, in quanto l’attività
assistenziale viene frequentemente svolta con soli n. 2 operatori socio-sanitari (OSS), numero del tutto insufficiente a garantire il fabbisogno igienico-assistenziale, in particolare nei confronti dei pazienti non autonomi.
Gli stessi OSS sarebbero inoltre costretti a svolgere mansioni accessorie, quali il trasporto di provette ematiche ed elettrocardiogrammi, sottraendo ulteriore tempo all’assistenza diretta e ai bisogni primari dei pazienti fragili.
Contestualmente alle criticità sopra esposte, il personale sanitario richiedeva l’intervento del Dott. Taglienti, Responsabile del servizio di Bed Management, a seguito di ripetuti solleciti; tuttavia, sembrerebbe, che non risultano adottati provvedimenti organizzativi, correttivi o di supporto, né una reale presa in carico della situazione, rendendo l’intervento inefficace rispetto alle criticità segnalate.
Considerata la gravità del contesto, alcuni operatori hanno ritenuto necessario allertare le Forze dell’Ordine, che sono intervenute sul posto procedendo alla verbalizzazione dei fatti riscontrati”.
COINA ritiene che queste condizioni di lavoro “non garantiscano il rispetto degli standard minimi di sicurezza delle cure, così come sanciti dall’art. 1 della Legge 8 marzo 2017, n. 24 (Legge Gelli-Bianco), che riconosce la sicurezza delle cure quale parte costitutiva del diritto alla salute e attribuisce alle Aziende Sanitarie
la responsabilità dell’adozione di adeguate misure organizzative, strutturali e gestionali volte alla prevenzione del rischio clinico e alla tutela degli operatori sanitari.
Le criticità segnalate sembrerebbero configurare, pertanto, una situazione di grave e
continuativa inadeguatezza organizzativa, potenzialmente foriera di eventi avversi e di responsabilità in capo all’Azienda, anche ai sensi degli artt. 1 e 2 della citata legge”.
L'articolo Cassino (FR) – Pronto Soccorso, un disastro completo secondo il COINA Asl proviene da Radio Cassino.
















